VERGOGNA!!!!

 Lagos.21/05/2007.
 
Una causa per aver utilizzato 200 bambini come cavie di un nuovo medicinale, fino a quel momento sperimentato solo sui maiali, è stata depositata dal governo dello Stato di Kano, nord della Nigeria, contro la multinazionale del farmaco ‘Pfizer’. Lo riferisce la stampa nigeriana, precisando che il ricorso presentato dal governo di Kano chiama in causa la Pfizer International Limited, la sua sussidiaria nigeriana e altri sette, non meglio precisati, soggetti che nel 1996 utilizzarono 200 bambini per testare due farmaci: il Trovan, i cui effetti non erano mai stati sperimentati sugli esseri umani, e il Ceftriaxone. Nel ricorso presentato dal procuratore generale dello Stato, Barrister Aliyu Umar, sono ben 29 i capi d’accusa contestati, tra questi figurano ”condotta non etica, circonvenzione, cospirazione, occultamento di prove, simulazione e omicidio di vittime innocenti”. Secondo le indagini compiute dal governo dello Stato di Kano, infatti, i test dei medicinali effettuati avrebbero portato alla morte 18 dei 200 bambini usati e causato danni irreversibili – malformazioni, cecità, danni cerebrali, paralisi – agli altri 182.
In base alla ricostruzione dell’accusa, nell’aprile del 1996 (quando centinaia di bambini stavano morendo nello stato di Kano in seguito a un’epidemia di meningite, di colera e di morbillo) la Pfizer intervenne su base volontaria all’interno di programma d’emergenza lanciato dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). Oltre alle normali operazioni sanitarie previste dal piano internazionale, la Pfizer, sempre stando ai documenti dell’accusa, di cui il quotidiano Daily Trust di Abuja ha riportato ampi stralci, selezionò 200 bambini trattenuti in apposita strutture alle quali potevano accedere solo i dipendenti della multinazionale. I bambini, successivamente, vennero divisi in due gruppi: a 99 venne somministrato un alto dosaggio di Trovan e ai restanti 101 un basso dosaggio di Ceftriaxone.Nelle richieste di 2,7 miliardi di dollari di risarcimenti contenute nel ricorso depositato la scorsa settimana figurano 25 milioni di dollari come rimborso per le spese sostenute dallo stato di Kano per le cure erogate ai 200 bambini usati come cavie; 350 milioni di dollari per le spese di sostegno alle vittime; 200 milioni di dollari spesi per sradicare i pregiudizi che l’episodio ha causato tra la popolazione e che, negli anni, hanno portato al sabotaggio di altre campagne di immunizzazione. Il fallimento di queste campagne ha causato danni allo stato stimati intorno ai 500 milioni di dollari di cui si chiede il rimborso. Proprio la paura di essere utilizzati come cavie, aveva, infatti, portato gli abitanti di Kano a opporsi a campagne di vaccinazione come quella contro la poliomielite lanciata negli anni scorsi dall’Oms. La mancata vaccinazione portò alla ricomparsa di un ceppo di poliomielite, proveniente proprio dalla Nigeria, che si è diffuso anche in altri paesi africani in cui la malattia era ormai stata debellata. Il processo dovrebbe iniziare il prossimo 4 giugno.