Rivolte per il pane, e’ allarme globale

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Rivolte per il pane,
è allarme globale

La Fao avverte: scontri e tumulti nei Paesi poveri per il carovita causato dall’impennata dei prezzi non si fermeranno se il Nord del mondo non interverrà con una strategia sostenibile, unitaria, condivisa
Il casoHaiti, Avsi "riesplode la violenza"
Potrebbero innescare un effetto domino le rivolte popolari che in questi ultimi mesi hanno interessato molti Paesi poveri a causa dell’impennata dei prezzi delle derrate alimentari. A meno di un intervento delle istituzioni internazionali per frenare l’inflazione globale galoppante. A paventare il pericolo è stato il direttore generale dell Fao, Jacques Diouf, intervenuto a New Dheli al primo Forum mondiale dell’industria agro-alimentare e due giorni dopo a Roma, dove l’agenzia Onu ha indetto appositamente una conferenza stampa. "Sono necessarie misure urgenti", ha avvertito Diouf, "per evitare che gli effetti negativi di breve periodo degli aumenti dei prezzi alimentari non abbiano conseguenze ancora piu’ gravi sulle fasce povere della popolazione mondiale e sulla stessa sicurezza globale". I prezzi, ha spiegato Diouf, "sono cresciuti del 45 per cento negli ultimi nove mesi e sul mercato iniziano a scarseggiare riso, frumento e mais". Lo scenario che si prospetta è quanto mai "fosco", ha sottolineato il direttore dell’agenzia Onu, "il problema è molto grave" e l’incontrollato aumento dei prezzi delle farine ha già provocato rivolte popolari in Egitto, Tunisia, Camerun, Haiti e Burkina Faso. Da qualche giorno Haiti e’ precipitata nel caos e le manifestazione contro il caro vita sono costate cinque morti in una settimana, mentre in Burkina Faso i sindacati hanno indetto uno sciopero generale per l’aumento del costo di cibo e gasolio.
All’origine dell’impennata dei prezzi, hanno spiegato gli esperti, c’e’ un insieme di fattori. In particolare, la minore produzione dovuta ai cambiamenti climatici, le scorte al minimo storico, un maggiore consumo di carne e di prodotti caseari in Paesi con economie emergenti, l’aumentata domanda per la produzione di biocombustibili e i costi piu’ alti di petrolio, energia e trasporti. A questi si aggiunge la speculazione, che ha fortemente inciso ad esempio sul prezzo del riso. La grave situazione "globale" preoccupa molto anche il direttore generale del Fondo mondiale internazionale (Fma), Dominique Strauss-Kahn, che in una conferenza a Washington ha dichiarato che "il ‘boom’ dei prezzi alimentari rischia di annullare i progressi fatti sul fronte della lotta contro la poverta’". E ha spiegato: "Le nostre ricerche indicano che l’impatto potrebbe essere pari a un intero punto di Pil 2005 per la maggior parte dei paesi africani, un impatto che io considero gigantesco". Anche secondo Strauss-Kahn, l’inflazione dipende da fattori contingenti ma anche "da fattori strutturali come la netta crescita del biocarburante nel corso degli ultimi anni". Per quanto riguarda la crisi e i mercati emergenti il numero uno del Fondo ha spiegato che fino ad ora è stata sopportata bene, ma comunque questi Paesi non ne sono immuni.