Rapporto Aps/Pil nel 2006 – Fonte Dac-Osce

Sono diminuiti del 4,5% nel 2006, scendendo a 104,4 miliardi di dollari, i fondi allocati dai paesi Ocse per l’Aiuto allo sviluppo (Aps). Lo segnala il rapporto (qui in .pdf diffuso nei giorni scorsi dal Development Assistance Committee (Dac) dell’Ocse. Il calo negli aiuti è il primo registrato dal 1997, ma è anche il secondo per dimensione della raccolta dopo quello del 2005 quando i paesi aderenti al Club di Parigi hanno innalzato la "quota di contributi" per l’azzeramento del debito dell’Iraq e della Nigeria, portando la quota all’eccezionale cifra di 107,1 miliardi di dollari.
L’Italia è al decimo posto per quote versate ma al terzultimo nel mondo e al penultimo in Europa in rapporto al Pil: il totale di aiuti governativi alla cooperazione internazionale (Aps) nel 2006 è stato infatti di 3.641 milioni di dollari, pari allo 0,20% del Pil, che significa il 30,6% in meno rispetto al 2005 in cui l’Italia raggiunse una cifra "gonfiata" di Aps (0,29%) con la cancellazione del debito estero dell’Iraq e della Nigeria. Cifre decisamente al di sotto della media degli altri paesi Ocse, ma soprattutto inferiori ai livelli che si erano prefissati i paesi europei nel 2002: si tratta, infatti, dello 0,33% entro il 2006 sancito dal Consiglio dei ministri dell’Ue a Barcellona nel 2002, e dello 0,51% entro il 2010 deciso al Consiglio europeo di Bruxelles di due anni fa. Peggio dell’Italia, nel rapporto Aps/Pil, solo gli Stati Uniti (0,18%) e Grecia (0,17%) mentre la media dei contributori dell’Ocse si attesta nel 2006 sullo 0,46% con paesi come la Svezia che presentano contributi governativi pari all’1,02% del Pil o come la Spagna che nel 2006 ha incrementato del 20,7% la propria quota portandola allo 0,32 nel rapporto Aps/Pil.
“Siamo ancora lontani dagli impegni presi con gli elettori e in sede internazionale di raggiungere lo 0,7% Aps/Pil entro il 2015” – afferma Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid. “Il governo in carica non può attendere oltre per rimettere l’Italia al passo con gli impegni presi nella lotta alla povertà. I dati forniti dal DAC sono ancora più preoccupanti se si considera che l’aiuto italiano slegato, il 77% del totale, si riduce al solo 27%, al netto delle cancellazioni del debito, una riduzione significativa rispetto al 2005 dove la quota di aiuto slegato al netto del debito era al 62%. Occorre un immediato cambio di rotta da parte del nostro governo per riportare l’Italia ai livelli europei” – nota De Ponte evidenzianfo che si registra inoltre un aumento dei costi amministrativi per 25 milioni di dollari.
"Gli altri paesi europei – rimarca Sergio Marelli, Presidente Associazione ONG italiane – hanno rispettato la tappa intermedia del 2006 in vista del 2015, anno in cui si dovrebbe stanziare lo 0,7% per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio, tranne l’Italia (ancora allo 0,20%) insieme a Grecia (0,16%) e Portogallo (0,21%). Ma nel nostro caso è ancora più grave: siamo l’unico paese che fa parte del G8 e che discute nei vertici internazionali senza aver rispettato gli impegni sottoscritti in precedenza in sede europea. Anche nel 2007 i fondi stanziati per l’Aps non sono sufficienti".
"A pochi giorni dall’approvazione definitiva della Legge Finanziaria, noi torniamo a chiedere di aumentare le risorse almeno fino allo 0,33%, come era stato scritto nel DPEF lo scorso giugno e poi smentito nei fatti – continua Marelli. La Finanziaria non è chiusa ancora, il Governo aumentando i fondi può rimediare al ritardo dell’Italia nella cooperazione allo sviluppo, dando così un segnale forte che inverta la tendenza che vede il nostro paese sempre più in fondo alle classifiche internazionali nella lotta alla povertà e alla fame".
"Il governo – aggiunge De Ponte – "dimostra purtroppo di non essere ancora in grado di destinare risorse sufficienti a una cooperazione di dimensioni europee, in grado di produrre un esborso di 7 miliardi di euro (0,51% APS/PIL) entro il 2010. Per il 2008 chiediamo un maggiore impegno economico e il rispetto degli impegni presi". ActionAid nota che a fronte di questi dati negativi bisogna comunque segnalare anche un dato positivo: la quota di aiuto bilaterale destinata all’Africa Sub-sahariana è passata infatti in un anno dal 38,5 al 52,6%, con un aumento degli stanziamenti da 873 milioni a 1,053 miliardi di dollari. La contrazione complessiva dell’aiuto italiano non consente però di valutare se con tale cifra l’Italia mantenga o meno l’impegno sottoscritto in sede europea nel 2005, di destinare metà dell’incremento dell’aiuto alla regione africana. [GB]