Terremoto Cina: più di 18mila persone sepolte dalle macerie

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da: http://www.ilvelino.it/ Roma, 13 maggio (Velino) – Sono 18.645 le persone sepolte dai rifiuti e 3.629 quelle morte nella città di Mianyang, vicino all’epicentro del terremoto che ha sconvolto la Cina e che ha causato almeno dodicimila morti. Lo riportano le agenzie di stampa di Pechino. Nel frattempo prosegue il lavoro delle squadre di soccorritori, arrivate questa mattina a Wenchuan. Intorno a mezzogiorno (ora locale) erano giunti nella provincia 1.300 militari tra medici e soldati che si sono messi a scavare per cercare i sopravvissuti tra le macerie. Il loro lavoro, però, da subito si è dimostrato molto difficile poiché l’area del sisma è disseminata di detriti, tra cui blocchi di roccia e colate di fango. “Le strade bloccate, le comunicazioni difficoltose e le continue piogge hanno creato ostacoli ai soccorritori – ha spiegato il primo ministro cinese, Wen Jaobao -. Comunque, dato che ci sono molti cinesi intrappolati tra le macerie le nostre priorità rimangono salvare la vita delle persone e mettere l’area in sicurezza”. Sempre in mattinata c’era stata un’altra scossa di terremoto nella regione, la più forte dopo quella di 7.8 gradi della scala Richter che ha provocato il disastro. Secondo testimoni oculari, l’area colpita dal sisma si presenta devastata. Un terzo degli edifici della zona è crollato durante la scossa o è collassato nelle ore successive e un altro terzo è seriamente danneggiato. Sul luogo, dopo che l’aeroporto internazionale Chengdu Shuangliu è stato riaperto, sono arrivati anche i vertici della Croce Rossa cinese e quelli della federazione internazionale. Lo apprende IL VELINO da fonti umanitarie sul luogo. Al momento i funzionari si trovano in riunione per fare un “assessment”, cioè un punto della situazione e per valutare come intervenire. A questo proposito è stato messo in allarme il centro di pronto intervento della Cri a Kuala Lumpur. La struttura è pronta a intervenire in poche ore, ma per muoversi ci deve essere una richiesta da parte di Pechino, che per ora non è giunta. Intanto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Qin Gang in una conferenza stampa a Pechino ha ringraziato la comunità internazionale per gli aiuti umanitari offerti. In prima fila c’è anche l’Italia. Il premier Silvio Berlusconi sta seguendo personalmente le notizie che arrivano dal paese asiatico e insieme al capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha dato il via libera all’invio di materiale e di una missione di esperti per collaborare con le autorità locali. Lo stesso ambasciatore italiano Riccardo Sessa ha manifestato la disponibilità italiana a Pechino. Altre offerte di aiuto sono arrivate dalla Commissione europea, dagli Usa e dal Giappone.