Le “Altre Olimpiadi”

 La Cina di ActionAid

Lontano dalla Pechino ultra-tecnologica dei Giochi, c’è un paese rurale che in agosto non sarà sotto i riflettori. Lì, in una scuola di Jinlong, i volontari di ActionAid hanno avviato un progetto per avvicinare i bambini alle nuove tecnologie. Da questa iniziativa è nato anche uno spot.

MILANO, 9 luglio – L’Olimpiade di Pechino, lo sappiamo tutti, comincerà l’8-8-8, l’8 agosto 2008. Giochi sotto il segno dell’8, un numero fortunato nella tradizione cinese: la cerimonia inaugurale prenderà il via alle 20.08 (le 8 e 8 minuti di sera), quella conclusiva si terrà il 24 (8+8+8) dello stesso mese. Superstizione e cabala sono parte integrante della cultura cinese e nell’era della modernità uno sguardo alla tradizione è stato inteso come un buon auspicio. L’Olimpiade ormai imminente, ce lo auguriamo tutti – senza voler dimenticare i temi “politici” che gli stanno attorno, quelli del Tibet in prima fila -, avrà un successo grandioso, anche perché, da tempo, abbiamo imparato a conoscere il Water Cube o il Nido d’uccello: impianti tecnologicamente all’avanguardia, faraonici, meravigliosi. Poi, e anche questo lo sappiamo tutti, c’è anche un’altra Cina. Lontana dai fasti olimpici di Pechino e di un mondo economicamente all’avanguardia, continuamente (forse) in crescita.
OLIMPIADE – Lì, in quella Cina ancora così lontana, in perfetto spirito olimpico, è nato il progetto "Le altre Olimpiadi" di ActionAid, presente nel Paese dal 1998 al fianco delle persone più svantaggiate, cercando di dare voce a quella parte di popolazione cinese che non sarà sotto i riflettori durante l’Olimpiade del 2008. Donne, bambini e minoranze etniche che non beneficeranno del momento di grande attenzione del mondo nei confronti del Paese che ospiterà i Giochi. Da quel progetto – da cui è nato un documentario e cinque corti animati – ha preso forma anche uno spot di 30 secondi, realizzato da trenta bambini cinesi, dagli otto agli undici anni, in cui lo sport, guarda caso, è diventato il tema principale, anzi, unico, della fantasia dei ragazzi, tutti studenti della scuola primaria di Jinlong, nella regione di Guangxi, nel sud del Paese, un’area che riceve fondi dall’Italia (principalmente attraverso l’adozione a distanza) dal 2005.
DISEGNI – Le animazioni (l’intero progetto è stato documentato dal regista Sebastiano Tecchio) sono state prodotte utilizzando i disegni dei bambini – coinvolgendo studenti ed insegnanti in un’attività formativa sostenibile – nell’ambito di un laboratorio durato 40 giorni che ha avuto la finalità di insegnare a bambini e docenti la produzione autonoma di un lavoro di animazione, utilizzando la loro fantasia e le tecniche informatiche. Detta così, soprattutto se ragioniamo con la mentalità di quello che vediamo a casa nostra, o con la visione (distorta?) di una Cina “olimpica”, sembrerebbe tutto facile, ma alla Jinlong Central Primary School – 19 classi, 851 studenti, di cui 100 coinvolti nel programma di adozione a distanza –, ActionAid è partita davvero da zero, dando assistenza diretta con i suoi rappresentanti e fornendo alla scuola venti computer. Poi studio e divertimento allo stesso tempo, con un po’ di svago prettamente sportivo favorito dal campus scolastico (un’area di 1.956 metri quadrati) con due campi da basket, due da pallavolo, otto tavoli da ping pong (ci mancherebbe) e un’area per il volano, alias badminton, sport diffusissimo in tutta l’Asia. Probabile che i disegni e il successivo spot che è diventato il simbolo del laboratorio voluto da ActionAid, sia nato proprio dalla fantasie vissute su quei campi sportivi.
LA BACHECA – I computer. Aggeggi (ormai) alla portata di tutti. Ma in Cina, nella Cina che si appresta ad ospitare l’Olimpiade (forse) più fantastica nella storia dello sport, nell’era dei cellulari e della tecnologia più esasperata (magari e quasi certamente costruita in qualche laboratorio cinese…), ci credereste?, la vita di una persona, la vita di un villaggio e di una comunità, può cambiare anche e solo per merito di una bacheca. Come è successo a Banyan, un villaggio della Contea di Longzhou – e poi anche in altre località, come ad esempio a Longqi, una zona remota del villaggio di Shuangmeng situato a sud-ovest del Paese -, dove la gente si batte da tempo per avere regolare accesso all’acqua potabile, ma senza risultati incoraggianti. Le uniche fonti disponibili sono una a 700 metri dal centro del villaggio, l’altra a 600 circa e servono per il regolare approvvigionamento di tutto il villaggio: famiglie e bestiame. Gli abitanti, solitamente le donne e i bambini, hanno un gran daffare. Ogni giorno raccolgono l’acqua necessaria per cucinare e lavarsi, in secchi che sistemano su un bastone e trasportano a spalla fino a casa. Ma Dezhang, il capovillaggio di Banyan, 56 anni, al personale di ActionAid ha raccontato: “La gente del villaggio non vuole più usare le stesse fonti in cui gli animali si abbeverano per raccogliere l’acqua per uso domestico. Vogliamo avere due fonti separate, ma finora non è mai stato raggiunto un accordo, perché era difficile per gli abitanti riunirsi o indire un’assemblea che fosse gestita in modo convenevole”. Poi qualcosa è cambiato quando il personale di ActionAid ha cominciato a incontrare la comunità, organizzando dei momenti di condivisione in cui discutere e prendere decisioni importanti per il villaggio. Durante uno di questi momenti si è deciso di realizzare una bacheca in cui segnalare tutte le comunicazioni di interesse comune e votare le decisioni importanti. Ora esiste un posto dedicato e tutti possono sapere in tempo reale cosa accade nella propria comunità. Sulla “bacheca di ActionAid” (3 metri di larghezza per 1,7 di altezza) c’è adesso abbastanza spazio per contenere tutte le informazioni. “E da quando à stata installata – dice Ma Huixing, uno degli abitanti del villaggio – comprendiamo meglio i problemi, ne discutiamo e abbiamo accesso alle informazioni in modo efficace. Inoltre, abbiamo potuto imparare le più moderne tecniche agricole”. Verrebbe voglia di non credere ad una storia del genere. Com’è possibile nel mondo delle comunicazioni satellitari! Eppure succede, perché noi ci dimentichiamo che “L’accesso all’informazione è il primo passo verso lo sviluppo”. Anche in questo c’è il senso delle “Altre Olimpiadi” che ActionAid ha vissuto e sta vivendo in Cina.
ACTION AID – ActionAid International è un’organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta alle cause della povertà e dell’esclusione sociale. Da oltre 30 anni è a fianco delle comunità del Sud del mondo per garantire loro migliori condizioni di vita e il rispetto dei diritti fondamentali. In Italia ActionAid è presente dal 1989: è una Onlus riconosciuta come ente morale ed è accreditata presso il Ministero degli Affari Esteri come Ong. Nel mondo ActionAid International è una coalizione unica sulla scena internazionale che ha la sua sede principale in Sud Africa (a Johannesburg) e affiliati nazionali nel Nord e nel Sud del Mondo. Il suo impegno parla di azione: globale e locale. “Avviciniamo migliaia di persone – spiegano ad ActionAid Italia -, mobilitiamo energie, rafforziamo un movimento in grado di sconfiggere povertà e discriminazione. Sviluppiamo i nostri progetti tenendo conto delle esigenze e priorità delle comunità locali. Rappresentiamo la loro voce presso i governi e le istituzioni per chiedere un cambiamento delle politiche sociali ed economiche, affinché siano rimosse le cause profonde della povertà”. Il lavoro di AAI coinvolge sul campo più di 13 milioni di persone attraverso 800 progetti sviluppati in collaborazione con 2000 organizzazioni locali in più di 40 paesi dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia.