Georgia. Unicef: grave situazione umanitaria, colpiti donne e bambini

Il Direttore generale dell’Unicef per l’Europa dell’Est Maria Calivis è ritornata ieri da una missione di osservazione in Georgia e Russia riportando profonda preoccupazione per le gravi conseguenze del conflitto nel caucaso, specialmente su donne e bambini in Ossezia del Sud.

«Bambini e donne sfollate hanno visto la propria vita sconvolta, e vivono ora nello spavento e nell’insicurezza» ha affermato Maria Calivis che ha visitato Tbilisi, Mosca e Vladikavkaz. «Molti vivono in condizioni estremamente difficili e hanno bisogno di assistenza e sostegno mirato per poter tornare ad una vita normale».
In particolare, il direttore sottolinea la necessità che i bambini tornino a scuola al più presto: «La prospettiva di tornare a scuola restituisce ai bambini un senso di normalità e di speranza nel futuro» ha dichiarato. «Non appena sarà sicuro il ritorno a casa degli sfollati, la riparazione e l’equipaggiamento delle scuole usate come rifugi – e di quelle danneggiate in Sud Ossezia – dovrà essere la priorità assoluta, in modo che i bambini possano iniziare l’anno scolastico senza ritardi».

Riportare a scuola i bambini, offrire loro sostegno psico-sociale, educazione sui pericoli delle mine, assistenza medica e nutrizionale, acqua e servizi igienico-sanitari sono i principali programmi di intervento dell’Unicef in Georgia.
Unicef Italia ha donato finora 150 mila euro per gli interventi di emergenza.
Maria Calivis ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché contribuisca con generosità agli interventi umanitari, e alle autorità nazionali affinché garantiscano l’effettiva distribuzione degli aiuti a tutti i bambini. Il Direttore generale dell’Unicef per l’Europa dell’Est Maria Calivis è ritornata ieri da una missione di osservazione in Georgia e Russia riportando profonda preoccupazione per le gravi conseguenze del conflitto nel Caucaso, specialmente su donne e bambini in Ossezia del Sud.
L’Unicef ha donato 150 mila euro per le prime emergenze.

Fonte:Ami
 
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