Uragano Ike e The Hunger Site

Uragano Ike arriva a Galveston, 3 milioni in fuga

dal Texas

Settembre 13, 2008

L’uragano Ike ha raggiunto le coste del Texas. Venti di intensità pari a 175 km/h e onde alte fino a sei metri. Le autorità con toni forti cercano di mobilitare le ultime persone rimaste: “Per chi rimane sarà morte certa”. Secondo la protezione civile americana sarebbero fino ad ora tre milioni e mezzo le persone in fuga. Secondo il Centro di Controllo Usa per gli Uragani a Miami, in Florida, l’occhio dell’uragano Ike è arrivato su Galveston, che si trova su un’isola poco distante dalla costa texana, alle 2:10 ora locale (le 9:10 ora italiane) con venti che soffiavano a 175 chilometri all’ora. Malgrado il pericolo imminente e gli appelli delle autorità, poco prima i mass media locali avevano reso noto che circa il 40 per cento della popolazione di Galveston, vale a dire 23.000 persone su un totale di 58.000, non hanno voluto o potuto allontanarsi e restano asserragliate nelle loro case, in balia della furia degli elementi. Il centro americano per gli uragani ha fatto sapere che l’uragano Ike potrebbe essere il peggior uragano degli ultimi 50 anni. Nella zona è stato ordinato il coprifuoco. La Nasa ha chiuso il Johnson Space Center di Houston. L’ordine d’evacuazione per l’uragano Ike ha portato milioni di automobilisti in coda sulle principali arterie texane portando il prezzo della benzina alle stelle tanto da avere effetti in Borsa. A Wall Street le azioni delle società di raffinazione come Valero Energy e Tesoro Corp. hanno guadagnato rispettivamente il 9% e il 6%. Secondo le autorità americane, non meno di 100mila case potrebbero essere distrutte e abbattute dall’uragano Ike. Per questa ragione il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha rivolto ieri un appello alla popolazione del suo Texas a fuggire al più presto, altrimenti sarà “morte sicura”.

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Info AMI