Ragazzo ucciso, migliaia contro razzismo, tensione durante corteo

Riporto fedelmente l’ articolo postato su Apcom e rendo omaggio ad Abdul , ucciso dall’ odio che vive purtroppo dentro di noi.Non so se questa morte arrivi dal razzismo, per natura ed esperienza non tendo a credere ai media, di sicuro un ragazzo e’ morto, purtroppo come tanti ogni giorno ed e’ per questo che rendo omaggio a lui, come anche rendo omaggio a tutti coloro che muoiono in ogni parte del mondo nel piu’ totale silenzio a causa dell’ odio.Nella sezione petizioni c’e’ anche una richiesta di carcerazione da firmare nei confronti degli uccisori; articolo e petizione mi sono stati proposti da due care amiche di blog, e come dico sempre essendo il blog di tutti io le posto, mantenendo una piccola dose di riserbo anche se il dolore e’ grande ed in qualita’ di zio di una bambina africana la preoccupazione lo e’ anche di piu’.Non ci dimentichiamo pero’ che queste cose succedono tutti i giorni, migliaia di volte al giorno,non viviamo solo questo dolore, conosciamoli e viviamoli tutti.Marcello.
 
 
Milano, 20 set. (Apcom) – Rabbia e qualche momento di tensione al corteo anti-razzismo organizzato oggi pomeriggio a Milano per ricordare Abdul Guibre, il diciannovenne italiano originario del Burkina Faso ucciso a sprangate domenica dai proprietari di un bar di via Zuretti per aver rubato dei biscotti. Il corteo partito poco dopo le 14.30 dai bastioni di Porta Venezia, aveva sfilato lungo corso Venezia senza problemi. Poi in piazza San Babila il primo fuoriprogramma. Anzichè proseguire lungo corso Europa qualche centinaio dei circa 10 mila manifestanti, amici di Abba messisi a capo del corteo, si è staccato deviando lungo corso Vittorio Emanuele. Si sono diretti verso il muretto dove il sabato pomeriggio i ragazzi si ritrovano per ballare la break dance. Qui è volato qualche spintone e un paio di insulti senza, tuttavia, creare particolari problemi.
Giunto in piazza Duomo, però, il corteo non autorizzato non si è sciolto come previsto ma ha proseguito lungo via Manzoni, sfondando il cordone delle forze dell’ordine. Gli agenti senza opporre resistenza hanno scortato i manifestanti diretti verso lo Shining Bar, in via Zuretti, dove aveva perso la vita Abba. Al grido di "Abba vive e lotta insieme a noi" i manifestanti hanno marciato a passo di carica fino in via Zuretti travolgendo cassonetti dell’immondizia, qualche motorino e prendendo a calci le auto. Volevano riportare davanti al bar i biscotti che sono costati la vita ad Abdul. Ma giunti nei pressi del bar le forze di polizia li hanno bloccati. Di nuovo qualche momento di tensione, il lancio di qualche bottiglia poi tutto è rientrato.
Da un palco improvvisato nei pressi del bar un immigrato di colore parla e placa gli animi dei più agitati: "Abbiamo diritto ad una vita – dice – non chiediamo nulla, piangiamo qualsiasi cittadino venga ucciso ma non dobbiamo infangare il nome di Abba.
Niente violenza contro le forse dell’ordine".
A quel punto le forze dell’ordine hanno concesso a tre persone tra cui lo zio di John, uno dei ragazzi che era con Abdul Guibre la sera dell’omicidio, di superare il cordone della polizia per lasciare dei biscotti sulla soglia del bar. Si sono inginocchiati, hanno pregato e rivolgendosi ai giornalisti hanno detto: "Non vogliamo violenza, solo giustizia perchè il nostro sangue è uguale a quello dei bianchi. Questi biscotti sono un simbolo affinchè Abba continui a vivere. Pensate se un nero di 19 anni avesse ucciso un bianco cosa sarebbe successo".
Ma la tensione non ha cancellato lo spirito con cui è stata organizzata la manifestazione, che alla fine si è conclusa senza incidenti: quello della lotta al razzismo, un sentimento a cui Milano non ci sta. A farsi portavoce di questo messaggio esponenti di Rifondazione Comunista, dei Verdi, della Sinistra Critica e intellettuali di sinistra come Moni Ovadia, Ottavia Piccolo, ma anche tanti milanesi accanto a immigrati di colore.
Reggendo lo striscione "Abba vive, stop al razzismo", alla guida del corteo c’era la sorella del ragazzo, Adiaratu, accompagnata dall’attrice Ottavia Piccolo, e dall’europarlamentare Vittorio Agnoletto. "Questo è il momento del silenzio – ha detto la ragazza con gli occhi pieni di lacrime – C’è troppo razzismo quello che è successo è drammatico, nessuno può sentire il dolore che ho dentro. Per avere un Paese bello bisogna vivere insieme". Mlo