Congo, bollettino di Guerra…

”Questo e’ un massacro probabilmente mai visto in Africa e sta accadendo sotto i nostri occhi”. A parlare della situazione nella Repubblica Democratica del Congo e’ il ministro degli esteri, Bernard Kouchner, in un’intervista rilasciata alla radio Europe 1 prima di partie per Goma. ”E’ fuori discussione che dobbiamo fare di tutto per evitarlo”.
In cinque anni di conflitto fra forze di governo (sostenuto da Angola, Namibia e Zimbabwe) e i ribelli (spalleggiati da Uganda e Rwanda), in Congo si sono registrati oltre tre milioni di morti.(A.S. ASCA)
La situazione politica nella Repubblica Democratica del  è drasticamente precipitata negli ultimi tre giorni. Le Nazioni Unite hanno riportato che oltre 200.000 persone sono dovute scappare dalla provincia North Kivu, al confine con il Rwanda, a causa dei recenti scontri tra i ribelli e l’esercito nazionale. I ribelli, sotto la guida del Laurent Nkunda, hanno attaccato l’esercito il 23 novembre vicino Rugari, 35km circa da Goma, la capitale della provincia North Kivu.
La crisi umanitaria si è aggravata ancora di più in questi giorni da un lato a causa della scarsità di acqua e cibo che affligge le migliaia di persone che hanno trovato rifugio a Mugunga, nella periferia dell’est di Goma, e dall’altro per il rapido diffondersi di malattie fra i residenti nei campi. Gli scontri in una delle province più povere del Paese hanno ormai spopolato l’area e creato circa 800.000 rifugiati di guerra dal 2006 ad oggi. Le donne sono tra le vittime principale di questa guerra. “Siamo state violentate, ci hanno bruciato le nostre case, preso i nostri averi, tolto il cibo e dovevamo camminare per dei chilometri portando sulle spalle i bambini per cercare di raggiungere il campo" dice Laini Hamisi, 28 anni, madre di quattro bambini, violentata dai ribelli. “Abbiamo a appena raggiunto uno dei campi per i rifugiati ma ancora non ci hanno dato del cibo per sfamarci”.
ActionAid è sul campo sostenendo i rifugiati con i primi aiuti relativi al rifornimento di cibo e acqua: “Provvederemo a fornire contenitori di 20 litri d’acqua potabile per le 8000 famiglie che si trovano al momento nei vari campi allestiti intorno a Goma” dice Edward Kakande, responsabile per ActionAid nella Repubblica Democratica del Congo.
 
GINEVRA – Campi profughi svuotati e dati alle fiamme, stupri, saccheggi e uccisioni: cresce l’allarme dell’Onu per la drammatica situazione nel Nord Kivu, la regione orientale della Repubblica democratica del Congo teatro di scontri tra ribelli e forze governative.
Circa 50mila profughi, donne e bambini in maggioranza, sono stati verosimilmente costretti dai ribelli ad abbandonare i campi per sfollati nei pressi di Rutshuru (90 km al nord di Goma) dove avevano trovato rifugio, ha detto oggi a Ginevra, l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr). "Abbiamo ricevuto inquietanti rapporti che segnalano che molti campi per gli sfollati interni vicino alla città di Rutshuru nel Nord Kivu sono stati sgomberati con la forza, depredati e bruciati", ha detto il portavoce dell’Unhcr Ron Redmond. L’Agenzia dell’Onu sta attualmente cercando di verificare questi rapporti, ricevuti da alcuni suoi partner umanitari. Siamo estremamente preoccupati per la sorte dei 50.000 sfollati che vivono in quei campi". L’area intorno a Rutshuru – ha precisato – è stata teatro di scontri nelle ultime settimane ed é attualmente sotto il controllo dei ribelli di Laurent Nkunda. In tutta la regione del Nord Kivu, l’Unhcr stima in più di un milione il numero di sfollati in fuga dalle violenze e dagli abusi in un clima di totale insicurezza; almeno 200mila in seguito alla ripresa degli scontri a fine agosto. Alcuni hanno attraversato la frontiera per giungere in Uganda e in Ruanda. "E’ evidente che l’Unhcr farà richiesta di ulteriori fondi per soddisfare i nuovi bisogni. E’ necessario distribuire urgentemente teli di plastica, coperte, materassini, taniche, secchi, zanzariere, set da cucina e articoli sanitari e sembra che sarà anche necessario edificare nuovi siti per i nuovi sfollati e riorganizzare quelli esistenti nel Nord Kivu", ha detto. L’Oms teme il propagarsi di malattie. Intanto, l’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani Navi Pillay ha  denunciato le gravi violazioni dei diritti umani commesse contro i civili a Goma in particolare dai soldati in fuga dell’esercito congolese. Altri gravi abusi, uccisioni mirate incluse, sono state riferite nelle zone controllate dai ribelli di Laurent Nkunda. A Goma, capitale provinciale del Nord Kivu, i principali responsabili dei saccheggi, delle uccisioni e degli stupri appaiono essere soldati rinnegati appartenenti all’esercito nazionale, molti dei quali sono fuggiti dai combattimenti, ha affermato Pillay. Il numero totale dei civili uccisi nell’inferno del nord-est del Congo non è conosciuto, "ma la situazione è chiaramente molto pericolosa", ha aggiunto.
Congo, un milione di sfollati, bocciata la missione militare Ue (Roma) – Nessun contingente di pace in Congo. L’Unione europea non si è presa la responsabilità di mandare un contingente di pace. Ha scelto di sostenere l’azione diplomatica ma non è tempo ancora per una missione militare. La proposta della Francia, sostenuta solo dal Belgio, è naufragata. Contro la catastrofe umanitaria, "la peggiore mai vista in Africa", la Ue userà solo l’arma diplomatica. Sono partiti per il Congo i due ministri degli esteri francese e inglese Bernard Kouchner e David Miliband rinviando a lunedì, alla riunione informale dei ministri degli esteri della Ue a Marsiglia, ulteriori decisioni. Il conflitto che insanguina il Congo è un tragico residuo dell’atroce genocidio di un milione di tutsi e hutu nel ’94, in Ruanda. La guerra civile è fra i miliziani ribelli del Cndp, che affermano di agire per difendere la comunità tutsi, e le forze governative congolesi, accusate di collaborare coi miliziani hutu. Dopo settimane di violenti scontri, con colpi di artiglieria pesante e continue incursioni che mutano i fronti della guerra, i ribelli del generale congolese Laurent Nkunda, alla testa dei miliaziani tutsi, si sono attestati fuori dalla città di Goma, principale capoluogo nel nord Kivu, regione est del Congo. Il ministero degli Esetri francesi Kouchner, ha detto che il massacro in Congo "non c’è mai stato in tutta l’Africa. Ci sono più di un milione di rifugiati". Sono stati decretati due giorni di cessate il fuoco, ma la situazione in quella terra è drammatica. La gente vaga per le strade cercando un rifugio mentre i ribelli saccheggiano e incendiano i campi profughi. Colonne di sfollati fuggono verso il Ruanda e l’Uganda. "Hanno bisogno di tutto", dicono le organizzazioni non governative. Nella zona interessata dagli scontri, ci sono anche una trentina di italiani, ma al momento non ci sarebbero per loro "situazioni d’emergenza" secondo quanto fatto sapere dall’Unità di Crisi della Farnesina.