Aggiornamenti situazione Congo

A tutti coloro che decidessero di non interessarsi a questo tipo d’ informazione perchè ritengonosiano queste situazioni lontane dalla nostra realtà, ricordo che in Italia la cifra di persone che vive al di sotto della soglia di povertà e’ vertiginosamente salita ad oltre sette milioni…

Congo: e’ ‘catastrofe umanitaria’
Decine di migliaia di profughi in fuga, violenze sui civili
(ANSA)  NAIROBI, 31 OTT – La Croce Rossa ha denunciato una ‘gravissima crisi umanitaria’ in Congo per i violentissimi combattimenti degli ultimi mesi nel nordest.Lo riferisce la Bbc on line. Decine e decine di migliaia i profughi sono in fuga dal capoluogo regionale Goma, dove numerose case e negozi sono stati saccheggiati. Violenze tremende (si parla di stupri diffusi) anche sulla popolazione civile, di cui -stando a testimonianze concordi- si sarebbero resi responsabili soprattutto i soldati dell’esercito regolare.

da: Partito Democratico News

Congo, Goma saccheggiata. Mistero sui profughi

NAIROBI — Il convoglio con i primi aiuti diretti agli sfollati intrappolati nel Congo orientale è partito ieri mattina da Goma e ha raggiunto Rutchuru, quartier generale dei ribelli guidati dal generale Laurent Nkunda Batware, una settantina di chilometri a nord. Ma quando i camion, scortati dei caschi blu, hanno raggiunto il campo di raccolta, l’hanno trovato praticamente vuoto. Eppure lì, prima dei combattimenti, erano ospitate almeno 50 mila persone.Goma, capitale del nord Kivu, è stata devastata dai saccheggi notturni di soldati sbandati. Il capo della piazzaforte generale Padiri ha dato ordine di sparare sui razziatori. Da un paio di giorni è stato è stato imposto il coprifuoco e la situazione è migliorata, mentre le truppe di Nkunda sono attestate fuori città. Il generale ha decretato una tregua unilaterale e ha promesso che per ora non attaccherà. Ha garantito corridoi umanitari. Ma ha promesso di abbattere il governo se si ostinerà a non aprire negoziati diretti con lui. In realtà, secondo alcuni osservatori, persegue un obbiettivo preciso: l’indipendenza del ricchissimo Kivu e per questo ha lanciato il Rassemblement pour l’independance du Kivu (Raggruppamento per l’indipendenza del Kivu).Se Goma è sotto i riflettori, altre zone del nord del Congo, oltre il Kivu, nella Provincia Orientale dove non arrivano le telecamere delle televisioni, sono messe a ferro a fuoco: contadini massacrati, bambini rapiti, villaggi bruciati, donne violentate.Nell’aerea tra i confini di Congo, Sudan e Uganda opera il Lord Resistance Army (Esercito di Liberazione del Signore), ribelli ugandesi famosi per la loro ferocia. Rapiscono i bambini li terrorizzano con riti di magia nera e poi li rimandano a casa per ammazzare il padre e la madre.Un missionario in una lettera scritta al Corriere li descrive così: «Gli uomini dell’Lra sono mostri non uomini…I guerriglieri hanno ucciso a sangue freddo con machete, asce o pugnali; hanno bruciato scuole e case…Vogliono terra bruciata intorno a loro».

 
Il sogno del prete-guerriero
"Con me il Congo sarà libero"
Nei villaggi conquistati da Laurent Nkunda: «Prenderò Kishasa». JEAN-PHILIPPE REMY.KITSHOMBA
Nei solchi del sentiero scavato dalla stagione delle piogge in questo inizio di novembre, il fango aspira le gambe fino ai polpacci. All’alba di domenica, l’umidità fa piangere gli eucalipti giganti mentre le nubi sfiorano il sole. Questo sentiero impraticabile per qualsiasi tipo di veicolo a motore attraversa da Est a Ovest le colline del Kivu, nell’estremo Oriente della Repubblica democratica del Congo (RDC). Ed è un’arteria vitale per i ribelli del Congresso nazionale per la difesa del Popolo (Cndp). Questo asse unisce due zone controllate dagli uomini di Laurent Nkunda. Da una parte le forze ribelli controllano gran parte della regione del Masisi, vasta distesa di colline in altura, dove si alternano campi curati come giardini e pascoli solcati da mandrie di mucche dalle lunghe corna. È un bastione praticamente inespugnabile. Dall’altro lato, a decine di chilometri di distanza, le Cndp ha da sempre i suoi uomini a controllare il posto di frontiera di Bunagana, porta di ingresso dal Ruanda e dall’Uganda, due alleati fedeli. Durante l’offensiva della settima scorsa è là che gli uomini di Nkunda hanno conquistato vaste porzioni di una zona dalle frontiere incerte, i cui limiti, al Sud, sfiorano pericolosamente Goma, la capitale regionale. Secondo il capo ribelle «il territorio controllato dal Cndp è arrivato al 60 per cento del totale». Rutshuru, terza città del Nord Kivu, e una vasta porzione del parco del Virunga, celebre per i suoi gorilla di montagna, ne fanno parte. Appena installati in questi nuovi territori conquistati, il Cndp ha cominciato a smantellare i campi profughi, per costringere la popolazione a tornare a casa propria, mentre si prendeva il controllo dell’amministrazione locale. Dopo che Nkunda è stato deluso dall’esercito regolare, ed è diventato un generale ribelle per Kinshasa, e ha scatenato la ribellione nel Nord Kivu, numerose offensive contro i soldati regolari si sono tradotte in impasse militari. Ma ogni volta le fiammate di rivolto hanno cacciato migliaia di persone dalle case. I tutsi che abitavano in zone che stavano per cadere sotto il controllo delle truppe leali a Kinshasa (Fardc) fuggivano per rifugiarsi nelle zone in mano al generale Nkunda. Il capo ribelle, lui stesso un tutsi congolese, ha cominciato la sua carriera combattendo nei ranghi del Fronte patriottico ruandese (Fpr), il movimento ribelle che ha preso il potere nel vicino Ruanda nel 1994.Domenica, Laurent Nkindu era Kitshomba, al confine del Masisi, ai piedi del massiccio montuoso che unisce le due zone da lui controllate. Sulle piste lì intorno gli uomini del Cndp sono ovunque, nella classica uniforme delle ribellioni che hanno attraversato la regione come strisce di fuoco dal 1996: mimetica senza mostrine per gli ufficiali, berretti per la truppa, stivali di gomma per tutti. Le armi pesanti sono conservate in segreto nei campi presi alle Fardc la settimana scorsa. Il Cndp sostiene di possedere armi anti-aeree, capaci di abbattere gli elicotteri della Monuc, la missione delle Nazioni Uniti in Congo, che ha sparato più volte sui ribelli per impedirgli di continuare la loro marcia su Goma. Il Cndp si è fermato alle porte del capoluogo regionale, prima di decretare un cessate il fuoco unilaterale e ritirarsi di una decina di chilometri «per ragioni umanitarie», secondo Nkunda. Inseguito dal settembre 2005 da un mandato di arresto emesso da Kinshasa per crimini di guerra durante l’effimera conquista di Bukavo, la seconda città del Kivu, nel 2004, Nkunda aveva firmato un accordo di pace con il potere centrale nel febbraio del 2008. Ma in agosto il Cndp ha ripreso la guerra dopo una lunga serie di incidenti. Nel frattempo le ambizioni del generale sono cresciute e adesso chiama i congolesi alla rivolta generale contro il presidente Joseph Kabila. Nella cittadina di Kitshomba, una città dalle case di legno piantate su un suolo vulcanico, Nkunda spiega il suo progetto: «Ho un programma nazionale, ho ambizioni militari, ho qualche cosa da dare a questo Paese». Di fronte a un governo che affoga nella corruzione e non ha risolto nessun problema, è facile avere buoni argomenti. Sanità, scuola, infrastrutture, prospettive di crescita… Non c’è niente che funziona nella Repubblica democratica del Congo. Ma è contro il presidente Kabila che Nkunda tira gli strali più avvelenati. I due si conoscono, hanno fatto insieme la prima guerra del Congo, guidata da Ruanda e Uganda fino alla conquista di Kinshasa. «Ha bisogno di governare un villaggio? Torni al suo villaggio». Intanto le diplomazie lavorano, sono arrivati Bernard Kouchner e David Miliband, ma la guerra è solo sospesa.

In considerzione delle svariate richieste di informazioni in merito all’ argomento Congo e cosa c’e’ dietro, v’ invito a leggere QUESTO interessante PDF.