Il mio Carnevale

 
Cammino tra la folla festosa
mille maschere tra le tante persone
non si contano le stelle filanti
nemmeno le risate intorno
Io camino, osservo e sorrido
tutto sommato e’ una buona serata
ascolto suoni di mille strumenti
dai musicanti di strada trovati  
ed io, continuo ancora un po’
Nel mentre vedo un padre giocoso
bambini danzano intorno a lui
grandi sacchetti di coriandoli
e mentre i figli ballano allegri
li svuota sopra una grata
da dove esce potente dell’ aria
e come fosse un gaiser impazzito
li fa volare su in alto nel il cielo
Proseguo fino a che la folla
mi rimane ora lontana
arrivo li’ innanzi al castello
e poi di fronte al tuo portone
accarezzo quella maniglia
so che presto la impugnerai
Cammino avanti indietro
so che di li passerai
per andare al tuo lavoro
Per me e’ stato come rubare
un piccolo pezzo di te
mi e’ sembrato di averti toccata
e so che succedera’ presto
che in quel modo tu toccherai me…
Cammino per quel verde giardino
passando dal bar del castello
dove noi siamo stati seduti
in quella calda estate che fu’
chissa se quando ci passi
con lui mano per mano ramenti…
Ora mi siedo e penso
sono su quella panchina
maledetta panchina di pietra
e’ qui l’ ultima volta
che ti ho vista seduta…
Poi di colpo il vuoto intorno
come in quel giorno dannato
mi alzo e scappo di corsa
giu’ alla metro’
seguo i tuoi passi, chissa’
arrivo accaldato a casa
mi distento in questo mio letto
chiudo i miei occhi provati
e poi
nulla piu’.

   

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