ICA 2009: trovata strategia per infrastrutture in Africa

La crisi economica globale e i progetti per la costruzione di infrastrutture in Africa sono stati i temi principali della quinta riunione annuale dell’ICA (Infrastructure consortium for Africa) che si è conclusa alla Farnesina lo scorso 11 marzo. Un incontro che, secondo molti partecipanti, ha riscosso importanti risultati.
Secondo Mandla Gantsho, vicepresidente della Banca africana per lo sviluppo, dopo questo quinto meeting dell’ICA ci sarà una collaborazione più stretta e più efficace tra i donatori che fanno parte del consorzio ICA."Ci aspettiamo – ha detto Gantsho nell’intervista disponibile in inglese in fondo alla pagina  – un maggiore scambio d’informazioni sui progetti già in corso nel continente africano. Ci ispireremo alle istruzioni dell’ Unione Africana per lo sviluppo delle infrastrutture in Africa".L’obiettivo della riunione dell’ICA, che si è svolta alla Farnesina il 10 e 11 marzo, è quello di garantire i finanziamenti necessari ai progetti già iniziati e che potrebbero essere fermati dalla crisi economica. "Adesso che è conclusa non vediamo l’ora di migliorare e aggiungere nuove infrastrutture e accelerare la costruzione delle stesse nel continente africano", ha aggiunto Gantsho.  La crisi economica mondiale – è scritto in una nota stampa della Farnesina – colpisce gli investimenti per le infrastrutture in Africa e mancano ancora 8 miliardi di dollari per arrivare ai 20 miliardi l’anno necessari per uno sviluppo efficiente, quindi bisogna aumentare gli sforzi per trovare altri capitali.
"Sappiamo – ha detto il vicepresidente della Banca africana per lo sviluppo – che c’è un gap che deve essere colmato nei finanziamenti per le infrastrutture in Africa. Crediamo di poter ricavare 20 miliardi di dollari riducendo le inefficienze. Nonostante questo rimane sempre un buco che dev’essere colmato. In tempi di crisi economica globale, i progetti per le infrastrutture in Africa sono a rischio"."La riunione di oggi – ha detto ad Africanews.it il coordinatore dell’ICA, Alex Rugamba – è stata l’occasione per guardare indietro al cammino fatto negli ultimi tre anni, dopo la creazione del consorzio. E’ stato un momento per valutare criticamente i risultati raggiunti e anche per concordare alcuni obiettivi strategici. Vorrei anche sottolineare che i membri del consorzio sono generalmente soddisfatti e sono tutti d’accordo sulla necessità di una maggiore incisività nell’azione dell’ICA e nella necessità di un cambiamento del modo in cui lavoriamo". Rugamba ha infine sottolineato che durante la quinta riunione annuale che si è svolta quest’anno è stato deciso di coinvolgere gli investitori privati e aprire le porte anche ai paesi che non fanno parte del consorzio come per esempio la Cina e il gruppo di coordinamento dei paesi arabi. Tutti aderiranno a un programma concordato dai paesi africani.All’incontro ha partecipato il sottosegretario del ministero degli esteri, Vincenzo Scotti, che ha proposto  l’utilizzo "di meccanismi finanziari che attenuino il rischio e favoriscano maggiori finanziamenti da parte di privati", evidenziando la necessità di non fare affidamento solo agli aiuti delle istituzioni pubbliche.Il vertice dell’ICA è stato ospitato alla Farnesina, nell’ambito della presidenza italiana del G8, che ha posto lo sviluppo dell’Africa tra le priorità del summit della Maddalena a luglio, è scritto nel comunicato stampa del ministero degli esteri italiano.

   

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