Terremoto Abruzzo, per non dimenticare.

Non dimentichiamo mai il dolore delle persone che abbiamo vicino come di quelle che sono lontane, non dimentichiamo anche se questo dolore non lo abbiamo procurato noi, anche se noi non siamo responsabili ma possiamo sempre fare qualcosa anche di piccolo per aiutare. Ci sono persone che di fronte al dolore si voltano altrove. Non essere come loro. Non viviamo nell’ indifferenza.
 
Sisma Abruzzo/ Fini: Aquila capitale dolore, ma ricostruiremo.
Servono risorse congrue. Bertolaso: "Promesse mantenute, avanti"
L’Aquila, 6 mag. (Apcom) – Nell’ultimo mese, L’Aquila "è stata la capitale italiana del dolore", ma anche della "dignità" e del "coraggio" e per questo il presidente della Camera, Gianfranco Fini non usa mezzi termini per sostenere che "le risorse per la ricostruzione devono essere congrue" e chiedere che la magistratura "accerti eventuali responsabilità" per i crolli a causa del terremoto del 6 aprile e infligga "esemplari punizioni" ove vengano individuate responsabilità. E poi, ben venga il G8 nel capoluogo abruzzese, concorrerà a reperire risorse per i momumenti, perchè "ben sappiamo che non si può ricostruire l’Aquila in un giorno", ma è necessario "ricostruirla più bella e sicura di prima". L’occasione di parlar chiaro è offerta dalla seduta solenne del consiglio regionale abruzzese, a un mese esatto dal sisma che ha causato 298 morti e oltre 25.000 sfollati. E’ proprio nell’aula consiliare, unico edificio del consiglio regionale rimasto agibile e da oggi intitolato a Sandro Spagnoli, un dipendente morto durante il terremoto, che Fini chiede che "le risorse" destinate alla ricostruzione dell’Aquila dopo il terremoto "siano congrue alle necessità di ricostruzione delle case distrutte, di recupero di quelle danneggiate e di messa in sicurezza degli edifici a rischio". Non solo: per il presidente della Camera è necessario che "la magistratura accerti le responsabilità per l’eventuale, e sottolineo eventuale, violazione di norme di sicurezza nella costruzione di quegli edifici pubblici e privati che dovevano resistere al sisma". "Tali eventuali casi e l’esemplare punizione di eventuali colpevoli – prosegue Fini – presenterebbero una valenza nazionale, in un paese come l’Italia esposto al rischio di terremoti o di altri catastrofici eventi naturali". "Occorre – aggiunge il presidente della Camera – l’impegno delle istituzioni locali e nazionali a non transigere nella prevenzione e nel rispetto delle regole: è necessario lavorare per ridurre quasi a zero i rischi derivanti dal particolare aspetto idrogeologico del paese, rischi che possono in molti casi essere aumentati dall’imprevidenza, dalla superficialità e dall’immobilismo". Ma questo non è l’unico richiamo alle istituzioni che Fini lancia dall’Aquila: "l’impegno preso con gli abruzzesi – afferma infatti il presidente della Camera – dovrà essere onorato fino in fondo da parte delle istituzioni" e per questo le istituzioni e la comunità nazionale "dovranno continuare a condividere fino in fondo questa immane sofferenza e la solidarietà, l’aiuto, la partecipazione dovranno arrivare con la stessa intensità con cui sono arrivate in questo primo mese". L’appello del numero uno di Montecitorio è subito raccolto dal capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, anche lui presente all’Aquila. "Nell’ultimo mese – sono le sue parole – abbiamo mantenuto tutte le promesse fatte e siamo determinati a farlo anche nel futuro. Seguiremo le direttive del presidente della Repubblica, le esortazioni del Santo Padre, le indicazioni del governo ma ascolteremo tutti". Insomma, "resteremo qui – promette il sottosegretario Bertolaso agli abruzzesi – fino a quando riterrete necessaria la presenza della Protezione civile nazionale, con una sola determinazione: collaborare con umiltà, impegno e passione per far ripartire questa terra e ridare dignità all’Aquila, al di là di tutti gli errori e le mancanze che in un paese come il nostro ci sono sempre state e continueranno a esserci". L’impegno alla ricostruzione è la via scelta anche dal presidente della Regione, Gianni Chiodi. "Dobbiamo ricostruire L’Aquila più bella e più sicura di prima, perchè – spiega – questo è l’unico modo che abbiamo per onorare la memoria delle persone che hanno perso la vita". "La sfida che ci aspetta è talmente dura da far tremare i polsi ma ce la faremo, ci vorrà del tempo, ma ce la faremo. E il mondo intero – sostiene il presidente dell’Abruzzo – ci approverà per quello che avremo saputo fare così come ci ha applaudito finora". D’accordo sulla necessità di ricostruire prima possibile anche la presidente della provincia, Stefania Pezzopane, che però chiede al governo, lodato da Fini, Bertolaso e Chiodi per l’attività svolta, di "cambiare il decreto per la ricostruzione, perchè – dice – i terremotati sono tutti uguali, non esistono quelli di serie A o di serie B. Il decreto va cambiato e migliorato ed occorre una copertura totale e un ruolo diverso degli enti locali. Vogliamo stare poco nelle tendopoli o nelle casette di legno – conclude – e perciò bisogna iniziare al più presto la ricostruzione affinché certi valori non vadano nel dimenticatoio". Prima della seduta solenne del consiglio regionale, fuori programma per Fini. Il presidente della Camera è infatti arrivato con circa mezz’ora di anticipo rispetto all’ora della cerimonia e ha voluto impiegare questo tempo per una breve visita alla casa dello Studente, edificio semicrollato in una delle zone del centro storico che più hanno risentito del sisma. Fini, accompagnato da Chiodi, dal presidente della Conferenza delle rEgioni Vasco Errani e da alcuni uomini dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, ha percorso a piedi le vie del capoluogo abruzzese, ascoltando le testimonianze e i racconti dei primi soccorritori. Storie che Fini ha ascoltato in silenzio, senza commenti. "Siamo tutti consapevoli che la ricostruzione dell’Abruzzo non potrà avvenire in un giorno. Il mio auspicio è che i prossimi mesi siano però quelli della rinascita e di un durevole impegno all’insegna dell’efficienza e della rapidità realizzativa. L’impegno preso con gli abruzzesi dovrà essere onorato fino in fondo da parte delle istituzioni". Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, parla così agli aquilani riuniti nella sede del Consiglio regionale per la seduta solenne a un mese dal sisma che ha sconvolto la città e la regione. "Le istituzioni e la comunità nazionale dovranno continuare a condividere fino in fondo questa immane sofferenza. La solidarietà, l’aiuto e la partecipazione – ha aggiunto il presidente della Camera – dovranno arrivare con la stessa intensità con cui sono arrivate in questo mese. E’ dovere di tutti continuare a essere vicini alle decine di migliaia di persone rimaste senza casa, assistendole con il massimo dell’impegno nell’opera di ricostruzione della loro abitazione e della loro vita". Insomma, L’Aquila "capitale del dolore d’Italia" ma anche capitale del suo "orgoglio, innanzitutto per la forza morale e per la dignità mostrata dalla sua gente dinnanzi alla sciagura. L’Italia si è riconosciuta nella coesione, nella compostezza e nei nervi saldi mostrati dalla popolazione aquilana e degli altri centri colpiti dal sisma, immagini che hanno fatto il giro del mondo e che hanno mostrato il volto di un’Italia forte, seria e laboriosa. Tutti questi motivi di orgoglio non ripagano certo gli aquilani della loro sciagura ma è giusto in questa occasione ricordarli".  da: http://www.wallstreetitalia.com/
 
non dimentichiamo
 
 
…mai, facciamolo per loro…
 
 
…fallo anche per te, svilluppiamo il nostro lato umano…

…sempre.L’ indifferenza e’ un crimine. Facciamo qualcosa.
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