Vivere in un film

 
Vivo questa che io chiamo
ostinatamente la mia vita
come fosse una pellicola ingiallita.
Non dura le solite due ore
ma da due lunghissimi
 infiniti anni ormai…
Spettatore unico, unico critico
gli attori son sempre quelli
non cambiano mai, mai…
Posso variare scena
i colori se non mi soddisfano
posso regolare il volume
e far scomparire il mondo intorno
sino a ritrovarmi solo
in una spiaggia affollata di ferragosto
con i sapori unti da mille profumi
di creme protettive ed imbellettanti.
Ma e’ la musica che l’ accompagna
che non riesco mai a variare
ogni mattina, ogni risveglio
quel suono triste e malinconico
quella canzone che per mesi
ho cercato intorno a me
e che qualcuno a me distante
 pare in preveggenza aver già scritto
alcune note del mio cuore silenzioso
che nemmeno io sapevo
dimorassero dentro me.
Sempre le stesse, sempre quelle
ogni mattina, ad ogni risveglio
contro di esse devo combattere
per cancellar quell’ immancabile volto
che quelle note sole in corsa al vento
risvegliano nella memoria
che caparbia non mi abbandona
se non sin quando la mia anima
risvegliata dalla notte
riconosce quell’ immagine
e si mette infuriata
ad urlare all’ unisono
tutto il suo dolore.
 
La profondità del buio, Ludovico Enaudi