Notizie dall’ Africa

Algeria – 16 i morti per inondazioni (SwissInfo, 14/09/2009)

L’ondata di maltempo che da mercoledì scorso si sta abbattendo sulle regione centrali dell’Algeria ha fatto fino ad oggi 16 morti, tra cui quattro bambini. Secondo l’ultimo bilancio della Protezione civile diramato dall’agenzia APS, due persone sono morte sabato a Biskra e M’sila (sud-est) mentre altre 8 sono state travolte dalle acque di uno oued (torrente stagionale) in piena nella regione di El Bayahd, 700 km a sud-ovest di Algeri. Vicino a Naama, sempre nel sud-ovest algerino, quattro membri di una stessa famiglia sono stati travolti mentre si trovavano a bordo della loro auto. Nella stessa zona un uomo è deceduto dopo essere stato colpito da un fulmine. Giovedì, è morto a causa del maltempo il sotto prefetto di Laghouat, 400 km a sud di Algeri. (SwissInfo,  14/09/2009)

Burkina – Solidarietà inter-africana per le alluvioni in Burkina Faso e Niger (Radio Vaticana, 14/09/2009)

Dal Marocco partono tende, coperte e medicinali verso Niger e Burkina Faso; dalla Costa d’Avorio viene erogato uno stanziamento dell’equivalente di 760.000 euro per aiutare i vicini burkinabé nella ricostruzione; dalla fondazione della Bank of Africa – un gruppo finanziario fondato in Mali – giungono viveri e materiali: sono alcuni esempi della solidarietà interafricana messa alla prova dal dramma delle alluvioni che interessa in questi giorni numerosi paesi dell’Africa, in particolare nella regione occidentale. A intervenire in aiuto alle persone colpite – tra 400.000 e 600.000 – sono anche grandi organizzazioni umanitarie internazionali, agenzie dell’Onu e dell’Unione europea, che stanno provvedendo con finanziamenti e aiuti, soprattutto alimentari. “L’intensità particolare delle alluvioni – riferisce l’agenzia Misna – quest’anno sta mettendo a dura prova la capacità dei governi a far fronte all’emergenza, nonostante alcuni provvedimenti preventivi” ha detto il portavoce dell’organizzazione umanitaria Oxfam, ricordando che il 1° settembre è caduto in Burkina Faso l’equivalente di un quarto delle piogge annuali nel paese. (R.P.) (Radio Vaticana,  14/09/2009)

Kenya – 81 milioni di dollari per salvare le foreste Mau  (la Repubblica, 14/09/2009)

Il Kenya sta rischiando di perdere i 400 mila ettari di foresta Mau, risorsa di primo ordine per lo Stato africano, approvvigionamento idrico della Rift Valley e di tutta l’Africa occidentale, nonché regolatore del flusso dei fiumi, delle inondazioni, dell’erosione delle coste e importante normalizzatore per la conservazione della biodiversità e per la conservazione del microclima del territorio. L’allarme, che ha lanciato l’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) si unisce al già critico contesto che classifica il paese come uno dei primi diretti interessati dalle conseguenze disastrose che i cambiamenti climatici hanno prodotto e che continuano a creare senza sosta. La notizia si veste di una maggiore preoccupazione nel momento in cui Achim Steiner, direttore esecutivo dell’Unep, afferma che il Kenya necessita di un aiuto finanziario pari a 81 milioni di dollari, somma sufficiente a fermare la corsa al degrado a cui la foresta sta andando incontro. Viene da sorridere se si pensa che una cifra simile, non solo è indispensabile, ma viene richiesta a quegli stessi paesi industrializzati, diretta causa dello sfacelo delle risorse del continente africano, i quali hanno ben pensato di mettersi alla pari dei paesi più poveri, ma solo nell’eventualità di condividere oneri, non benefici. E’ di pochi giorni fa’, infatti, la notizia che alcuni studi avrebbero individuato nelle emissioni di gas serra dai paesi ricchi la causa delle spaventose siccità che hanno imperversato sul continente africano negli anni ’80. ‘‘Il recupero dell’ecosistema richiederà risorse sostanziose e buona volonta’ politica” ha aggiunto Steiner, considerate le ingenti perdite che la foresta di Mau ha subito nelle ultime due decadi, ovvero oltre 107 mila ettari di verde andati in fumo causa disboscamenti illegali, insediamenti abusivi, passaggi di proprietà da pubblico a privato, per non parlare poi dei metodi poco sostenibili dovuti ad un agricoltura intensiva. Continuando a sfruttare queste terre, tra le cinque maggiori fonti idriche che contribuiscono a dare vita ai più grandi bacini d’acqua dell’area ovest dell’Africa, l’allarme potrà dilagare ancora e diffondersi a macchia d’olio fino a toccare equilibri ben più lontani dei confini keniani, che raggiungerebbero le frontiere regionali e nazionali. (la Repubblica, 14/09/2009)

Libia – L’Unione Africana combatte per 20 condannati a morte (Peacereporter, 14/09/2009)

Potrebbe essere sospesa la condanna capitale di venti nigeriani, reclusi nel braccio della morte in Libia, dopo l’appello inviato a Gheddafi dalla Commissione Africana per i Diritti Umani e della Persona (ACHPR), secondo la quale i detenuti non sarebbero stati giudicati da un regolare tribunale e sarebbero rinchiusi in condizioni inumane e degradanti Non è ancora sicuro se il leader libico, che attualmente presiede l’Unione Africana, accetterà la richiesta, partita dalla petizione presentata da un’organizzazione non governativa nigeriana, il Progetto per i Diritti e le Responsabilità Socio-Economiche (SERAP). Il Presidente del Comitato sulla diaspora della Camera dei Rappresentanti, l’on. Abike Dabiri-Erewa, si è detta dispiaciuta di aver visto l’ambasciatore nigeriano in Libia giustificare le condanne a morte e rispondere alla commissione che la faccenda andrebbe ridimensionata. "È giunto il momento per il governo nigeriano di mostrare la propria responsabilità supportando la decisione della ACHPR e lavorando con gli altri membri dell’Unione Africana per assicurare la piena attuazione del provvedimento da parte delle autorità libiche. In ultima analisi, sia la Libia che la Nigeria dovrebbero allinearsi con la tendenza globale verso l’abolizione della pena capitale", ha dichiarato Femi Falena, il rappresentante legale della SERAP. (Peacereporter, 14/09/2009)

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