La crisi vista dal Terzo Mondo

 
Mentre nel mondo occidentale ci si spaventa solo ora per la “crisi”, esistono paesi che nella “crisi” ci hanno sempre vissuto.
Infatti, qua da noi, per crisi si intende il progressivo e sempre più grosso indebitamento che porta, da una parte, i governi a tagliare su tutto ciò che e’ pubblico (vergognoso e’ l’utilizzo dei soldi dei contribuenti per il salvataggio delle banche, ovvero degli artefici di questa situazione), e dall’altra i cittadini a rinunciare ad uno status quo di vita in favore della sempre maggiore carenza di beni di consumo. Ma esistono zone del mondo che non sanno neanche cosa vuol dire “consumare”, e semplicemente non conoscono il significato del termine “quieto vivere”. Sto parlando del Terzo Mondo, volutamente tenuto in scacco dal Blocco Occidentale tramite le carestie, la fame, le guerre, i bombardamenti, per destabilizzare l’ordine pubblico e per minare anche la più minima possibilità di un autogoverno che pensi agli interessi del paese in questione. Tutto ciò in favore di un “saccheggio globale” delle risorse, che è l’obiettivo principale di chi sguinzaglia i militari della NATO, i caschi blu dell’ONU, che, come è risaputo, servono a difendere gli interessi privati di grandi banche e corporations in zone ritenute pericolose.
Ultimamente anche il tempo dedicato dalla stampa alle cosiddette “crisi umanitarie” e’ calato; infatti il numero delle notizie interessate sul totale delle notizie sono passate dal 10% del 2006, all’8% del 2007, fino ad arrivare al 6% nel 2008 (4901 notizie su un totale di 81360).
L’associazione Medici Senza Frontiere ha pubblicato recentemente il rapporto sulle crisi dimenticate nel Terzo Mondo, individuandone le 10 più gravi e ignorate: –          la crisi sanitaria nello Zimbabwe;-          la catastrofe umanitaria in Somalia;-          la situazione sanitaria in Myanmar;-           i civili nella morsa della guerra in Congo Orientale;-          la malnutrizione infantile;-          la situazione critica nella regione somala dell’Etiopia;-          i civili uccisi o in fuga nel Pakistan nord-occidentale;-          la violenza e la sofferenza in Sudan;-          i civili iracheni bisognosi di assistenza;-          la coinfezione HIV – TBC. Tutto questo esiste in quanto il sistema globale è nelle mani di pochi che giocano a tavolino con le aree più ricche di risorse del pianeta, ma economicamente le più povere. 
Questo castello di carta però sta per crollare in quanto la crisi sta dimostrando che questa è l’ultima possibilità che la storia concede all’attuale sistema internazionale. Lo afferma il gruppo LEAP/Europe2020 (studio finanziario francese esperto in previsioni di tipo economico-politico), di cui è stata pubblicata una lettera sul Financial Times in cui si afferma che la storia è a un bivio: durante il G20 a Londra di aprile o si deciderà di cambiare le regole della finanza globale in favore di uno sviluppo sostenibile e solidale che farà terminare la crisi entro 3/5 anni, o si arriverà ad un’escalation di povertà e violenza che potrà far durare la crisi anche 10 anni e porterà a un dissesto geopolitico globale.  Ricordiamoci tutti, l’ indifferenza e’ un crimine!!!
 
 

Scarica il rapporto di Medici Senza Frontiere:http://www.medicisenzafrontiere.it/Immagini/file/Crisi%20Dimenticate/Rapporto_2008.pdf  

Leggi la lettera di LEAP/Europe2020 pubblicata sul Financial Times:http://informazionescorretta.blogspot.com/2009/03/lettera-europe2020-al-g20-2-aprile-2009.html

 

 
 
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