Le donne della Grameen Bank

 
 
«Disciplina, coraggio, solidarietà e duro lavoro» è lo slogan delle donne della Grameen Bank. Per la banca pioniere del microcredito il riscatto sociale passa attraverso la formazione e l’addestramento di gruppi compatti e fortemente motivati. In Bengala tre quarti della popolazione vive con meno di 2 dollari al giorno, quasi il 30% non riesce a superare il poco più di un dollaro che costituisce la soglia di povertà. Buona parte dell’economia è in mano ad un esercito di irregolari: artigiani, mercanti, piccoli imprenditori, controllano il 90% del commercio al dettaglio, l’intera produzione artigianale, oltre la metà di quella agricola. Il livello d’istruzione sfiora l’analfabetismo.
A Calcutta per imparare un mestiere ci si affida alle comunità legate al territorio e alla tradizione. Nel cuore della città vecchia gli artigiani di Kumartuli da oltre 3 secoli producono idoli di fango e paglia per i festival religiosi indù, trasferendo alle generazioni più recenti un prezioso patrimonio di conoscenza. La religione gioca un ruolo decisivo perché, assecondando la consuetudine induista, ogni attività produttiva è appannaggio degli appartenenti di una stessa casta e, talvolta, prerogativa quasi esclusiva di comunità ristrette, chiuse all’esterno. Dove l’influenza religiosa è meno incisiva, piuttosto che da una classe, prestigio personale e ricchezza materiale dipendono dalla capacità di valorizzare la professionalità maturata con l’esperienza. In Nord Bengala la comunità tibetana a maggioranza buddista, da sempre radicata sulle montagne, è stata tra i primi, a partire dagli anni ’70, a iniziare il turismo alpino nell’area di Darjeeling. Oggi numerose associazioni di guide e portatori organizzano con successo escursioni e trek in Sikkim e nella regione del Kanchandzonga. Tradizione, cultura, intraprendenza sono legate indissolubilmente alla terra. Nelle campagne il microcredito tenta di riattivare il capitale umano accumulato e plasmato nei villaggi. La Grameen Bank del premio Nobel per la Pace Yunus offre micro prestiti a gruppi di donne povere disoccupate. Vengono dai lavori nei campi, dalla mezzadria per lo più. Con il prestito le donne acquistano galline, vacche da allevamento, reti o barche da pesca, telai per la produzione di indumenti. Quando le cose vanno bene comprano piccoli appezzamenti per la coltivazione del riso. Grazie al microcredito negli ultimi 15 anni la povertà in Bangladesh si è dimezzata e continua a diminuire più velocemente che in qualsiasi altro posto al mondo. La regione del Bengala si estende dalle montagne pre-himalayane di Darjeeling, lungo le pianure del delta del Gange, fino al golfo che prende il suo nome. Politicamente è costituito dallo stato indiano del West Bengala, a maggioranza indù, e dallo stato indipendente del Bangladesh, a maggioranza musulmana. Entrambi gli stati parlano la stessa lingua e condividono la stessa cultura. Nel complesso la regione ha una popolazione di 230 milioni di persone su una superficie grande circa 2/3 quella italiana. Calcutta è la capitale politica del Bengala Occidentale e riferimento culturale per l’intera regione. L’area urbana conta oltre 14 milioni di abitanti ed è la terza città indiana per popolazione. Il cuore della metropoli si sviluppa lungo la storica Chitpur Road che la taglia in due. Da nord attraversa i mercati di Shobabazar e Shyambazar, supera il quartiere universitario con i caffè e i circoli intellettuali, tocca le gallerie d’arte di Nandan e Shakspeare Sarani, termina a sud, a Kalighat, l’antico quartiere legato alla dea Kalì che ha dato il nome alla città. Del periodo coloniale rimangono i palazzi della città vecchia e la grande tradizione intellettuale. Oggi è un laboratorio politico ed economico per tutto il Sud-Est asiatico. Dopo 32 anni il partito comunista d’ispirazione marxista ha perso le elezioni politiche a seguito dei violenti scontri esplosi a Nandigram dopo la decisione di espropriare vaste aree di terreno agricolo per l’insediamento industriale di multinazionali straniere. Il sistema della casta ha origine religiosa ed è un sistema di stratificazione gerarchica della società. Per la tradizione indù le caste erano 4: i guerrieri, i sacerdoti, gli agricoltori e i mercanti, in ultimo i servi. Con l’emergere di nuove attività il sistema si è poi sviluppato in una serie di sottocaste. Per secoli è stato un potente strumento di controllo sociale. Oggi è in declino perché lo status del lavoratore all’interno della gerarchia dipende dalla riuscita economica piuttosto che dall’appartenenza ad una classe sociale.Kumartuli. Il quartiere degli idoli di fango. 3000 artigiani e 400 botteghe producono statue di fango delle divinità indiane per i festival religiosi. Il più popolare è il Durga Puja a fine settembre per celebrare la fine della stagione delle piogge. I prezzi degli idoli partono da 50 dollari per i più piccoli fino ai 1000 dollari per le opere più grandi. Gode di grande prestigio e fama internazionale tanto che il rappresentante Paul Kalicharan ha chiesto al governo locale che agli artigiani sia riconosciuto lo status di artisti.
 

Muhammad Yunus (in lingua bengalese: Muhammod Iunus) (Chittagong, 28 giugno 1940) è un economista e banchiere bengalese. È ideatore e realizzatore del microcredito, ovvero di un sistema di piccoli prestiti destinati ad imprenditori troppo poveri per ottenere credito dai circuiti bancari tradizionali. Per i suoi sforzi in questo campo ha vinto il premio Nobel per la Pace 2006. Yunus è anche il fondatore della Grameen Bank, di cui è direttore dal 1983. Per altre informazioni clicca QUI.

 
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