ActionAid Italia: Così tanto Cibo. Così tanta Fame.

Abbiamo trovato questo interessante articolo del New York Times e abbiamo pensato che fosse interessante condividerlo con voi. Buona lettura e diffusione, aspettiamo i vostri commenti!


Così tanto Cibo. Così tanta Fame.
Di ANDREW MARTIN

La settimana scorsa il mondo ha festeggiato la vita ed i successi di Norman Borlaug, lo scienziato agrario nato nello Iowa che ha creato le varietà di grano ad alto-rendimento per sconfiggere le carestie. Il dott.Borlaug, morto a 95 anni il 12 settembre scorso, ha guidato la cosiddetta Rivoluzione Verde, che ha creato raccolti eccezionali in Paesi impoveriti come il Messico, l’India e il Pakistan. Lodando i successi del dott.Borlaug, il World Food Program delle Nazioni Unite ha detto che ha salvato più vite che ogni altro uomo nella storia. Ma gli elogi al dott.Borlaug spesso tralasciano un dato importante che porta a qualche perplessità. Nonostante i suoi successi, oggi ci sono più persone affamate che mai nella storia e, secondo le Nazioni Unite, il loro totale si dice superiore, quest’anno per la prima volta, al miliardo. Com’è possible che così tante persone siano affamate se i contadini producono abbastanza cibo, almeno in teoria, per sfamare ogni persona sul pianeta? Le risposte sono complesse e spaziano dalle politiche agricole Americane, alla corruzione Africana, alla guerra, la povertà, il cambiamento climatico e la siccità, che al momento è la singola causa più comune della mancanza di cibo sul pianeta. Ma David Beckmann, presidente del gruppo anti-fame Bread for the World, riduce tutte le cause ad un unico denominatore – “una mancanza di interesse”. “è soprattutto una negligenza”, dice. “Una negligenza politica.” Gli incrementi nella resa delle sementi dell’ultimo mezzo secolo, sia nel mondo sviluppato che in quello in via di sviluppo, hanno portato a un surplus nella produzione dei cereali e a prezzi bassi, creando un senso di rilassamento rispetto all’agricoltura ed alla fame. “Dopo la rivoluzione Verde, c’era l’attitudine a considerare il problema risolto” dice Gary H. Toenniessen della Fondazione Rockefeller. Così tanti cereali venivano prodotti a prezzi così bassi, che i leader Occidentali incoraggiarono le nazioni povere a comprare i cereali sul mercato mondiale invece che coltivarli. I surplus venivano spediti alle nazioni povere come aiuti alimentari. Ma questo sistema di aiuti è stato spesso inefficace nell’alleviare la fame a lungo termine e nell’affrontare i problemi agricoli più ampi che coinvolgevano i Paesi impoveriti. Anche il sostegno per la ricerca agricola nei Paesi in via di sviluppo è stato tagliato a favore di altre priorità. Il risultato? Mentre il tasso della produzione di cibo cresceva più velocemente di quello della crescita della popolazione mondiale dal 1970 al 1990, quando andavano affermandosi i vantaggi della Rivoluzione Verde, la situazione adesso si è invertita. I rialzi in produttività dell’agricoltura sono rallentati, e, dal 1990, il tasso di crescita della produzione alimentare è caduto al di sotto di quello della crescita della popolazione. Le conseguenze sono state particolarmente terribili nell’Africa sub-Sahariana, dove i vantaggi della Rivoluzione Verde sono stati difficili da replicare. Tra altri problemi, l’irrigazione – che era la chiave della Rivoluzione Verde – è relativamente scarsa in Africa. Pochi hanno fatto attenzione a questi problemi finchè l’anno scorso una convergenza di eventi ha causato un aumento dei prezzi del cibo a livelli record. In molte Nazioni sono scoppiate rivolte, e anche i consumatori Americani si sono sentiti pizzicati dall’aumento dei prezzi. I prezzi si sono riabbassati negli Stati Uniti, ma la situazione in Africa rimane tragica a causa di un’esplosione nella crescita della popolazione, ed ora una dura siccità che minaccia milioni di persone. Il World Food Program dice di essere criticamente a corto di risorse. In un incontro a luglio (il G8 dell’Aquila, n.d.t.), il Presidente Obama ed altri leader delle nazioni industrializzate hanno promesso 20 miliardi di dollari per lo sviluppo agricolo dei Paesi poveri. Gli attivisti dicono che alcuni degli strumenti per il successo sono a portata di mano, ammesso che la volontà economica e politica persista: questi strumenti includono semi adattati alle condizioni locali, fertilizzanti e miglioramenti nelle strade ed in altre infrastrutture. I problemi più difficili possono però risiedere all’interno dei nostri confini. I programmi agricoli sono considerati un diritto irrinunciabile per Washington. Ma i sussidi per il raccolto e l’abitudine Americana di spedire cereali ai più poveri tendono a minare la costruzione di mercati solidi nei Paesi in via di sviluppo. Il dott.Borlaug, che ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 1970, capiva bene I limiti del successo della Rivoluzione Verde. Dopo aver ricevuto la Medaglia d’Oro del Congresso nel 2007, notava che la “battaglia per assicurare la sicurezza alimentare per centinaia di milioni di persone miseramente povere è tutt’altro che vinta.” “La pace nel mondo non sarà costruita sugli stomaci vuoti o sulla miseria umana”, disse. “L’America ha il potere tecnico e finanziario per aiutare a terminare questa tragedia umana e quest’ingiustizia, se dedichiamo i nostri cuori e le nostre menti a questo compito.”

Da New York Times, 20 settembre 2009

Iscriviti al gruppo Actionaid su Facebook cliccando QUI

 
…ed intanto che sei qui ricordati di cliccare i siti ed i sottolink. E’ gratis, ci vuole solo un minuto e puoi salvare molte vite!!!
 

THE HUNGER SITE               POR LOS CHICOS

per sapere come funzionano le donazioni gratuite, clicca QUI