News dall’ Africa

 

Genocidio Rwanda, assolto sacerdote cattolico

Una notizia dal blog di Martino Ghilotti Albe rwandesi. La Prima sezione del Tribunale penale internazionale per il Ruanda (ICTR), composta dai giudici Erik Mose (Norvegia), presidente, Sergei Alekseevič Egorov (Federazione russa) e Firenze Rita Arrey (Camerun) ha assolto il sacerdote Ormisda Nsengimana. Il sacerdote era accusato di genocidio per aver favorito, secondo l’accusa, "atti genocidari" a Nyanza nel 1994 quando era rettore del Collège Christ-Roi, una prestigiosa scuola cattolica secondaria nel settore Nyanza, nella prefettura di Butare. Il sacerdote è stato immediatamente scarcerato. L’assoluzione è stata accolta con grande disappunto dalle autorità di Kigali che hanno fortemente criticato la sentenza. Forse il dossier dell’accusa non ha retto il vaglio di un giudizio ispirato a criteri giuridici rispondenti a standard internazionali.

Super ricercato per genocidio Rwanda è in Kenya

Gli Stati Uniti chiedono al Kenya di catturare Felicien Kabuga, uno dei super ricercati per il genocidio avvenuto tra aprile e luglio 1994 in Ruanda, quando in 100 giorni furono massacrate almeno 800.000 persone: quasi tutti di etnia tutsi, ma anche hutu moderati. Lo ha domandato oggi con forza a Nairobi, incontrando la stampa nella residenza dell’ambasciatore Usa, l’inviato speciale della Casa Bianca che si occupa del dossier sui crimini di guerra, Staphen Rapp. Secondo Rapp è infatti ancora in Kenya, Kabuga ricchissimo uomo d’affari ruandese che il tribunale penale internazionale istituito per accertare le responsabilità del genocidio in Ruanda ritiene tra i principali colpevoli della mattanza: avrebbe riccamente finanziato ed armato le bande di miliziani che massacrarono la popolazione.Che Kabuga, dopo un breve soggiorno in Svizzera, e quindi nella Repubblica Democratica del Congo, sia stato a lungo in Kenya, ospite benvoluto, e probabilmente protetto a suo tempo dal potentissimo presidente keniano Daniel arap Moi (in carica dal 1978 al 2002), è certo. Ma Nairobi sostiene che l’uomo d’affari ha poi lasciato il Kenya. Rapp contesta la circostanza ed afferma di avere prove certe del fatto che il super ricercato – sulla cui testa gli Usa hanno posto una taglia di cinque milioni di dollari – sia ancora in Kenya, sollecitando con durezza le autorità perchè provvedano all’arresto del criminale ed alla sua consegna al tribunale internazionale, che ha sede ad Arusha, in Tanzania.

Il Papa alla Fao: non è possibile accettare opulenza e spreco

"La  fame è il segno più crudele e concreto della povertà. Non è possibile continuare ad accettare opulenza e spreco, quando il dramma della fame assume dimensioni sempre maggiori": sono alcune delle parole del Papa Benedetto XVI intervenuto al vertice della Fao che si è aperto oggi a Roma. Un vertice "dimezzato" al quale non partecipano gran parte dei leader del G8. Come dire: dalle parole – dagli impegni presi all’Aquila –  ai fatti, agli aiuti economici, la distanza resta siderale.  
 "Da parte della Chiesa cattolica ci sarà sempre attenzione verso gli sforzi per sconfiggere la fame; ci sarà l’impegno a sostenere, con la parola e con le opere, l’azione solidale – programmata, responsabile e regolata – che tutte le componenti della Comunità internazionale saranno chiamate ad intraprendere.
La Chiesa – ha aggiunto Benedetto XVI – non pretende di interferire nelle scelte politiche; essa, rispettosa del sapere e dei risultati delle scienze, come pure delle scelte determinate dalla ragione quando sono responsabilmente illuminate da valori autenticamente umani, si unisce allo sforzo per eliminare la fame". da: http://africa.blog.ilsole24ore.com  

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