Onu: il Congo è la capitale mondiale degli stupri sulle donne

 
L’ultima denuncia delle Nazioni Unite riguarda uno dei paesi più poveri e mal governati del continente nero. Si tratta della Repubblica democratica del Congo. Uno Stato poverissimo, senza futuro e in mano agli sfruttatori americani e cinesi. Una nazione senza regole, in cui le leggi permangono in sbiaditi pezzetti di carta, in cui il più forte opprime il più debole senza che nessuno intervenga per sanare quest’anarchia selvaggia. L’inviato speciale delle Nazione Unite per la violenza su donne e bambini nei conflitti, Margot Wallstrom, ha definito la Repubblica democratica del Congo “la capitale mondiale dello stupro” e ha rivolto un appello al Consiglio di sicurezza per mettere fine alle violenze sulle donne. La nazione, profondamente maschilista e patriarcale, lascia che questo delitto sul genere femminile rimanga impunito e diffuso, nell’omertà più scandalosa e vergognosa. La Wallstrom ieri ha usato parole forti al consiglio di sicurezza auspicando un intervento rapido ed efficace che protegga le vittime di questo reato. “Se le donne continuano a subire violenze sessuali, non dipende dal fatto che non esistano leggi per proteggerle ma perché queste leggi non vengono applicate come si deve”. Ha poi aggiunto, guardando negli occhi ciascuno dei rappresentanti in sala, che il Congo è: “la capitale mondiale dello stupro. Le donne non sono mai al sicuro: né sotto il tetto di casa propria, né dentro i loro letti, quando viene la notte. Vivono un’esistenza di paura e violenza”.
L’ Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha portato dei dati significativi per dimostrare ciò Infatti ha indicato la che, nel primo trimestre del 2010, ben 1.244 donne hanno denunciato all’ONU di essere state violentate, “una media di 14 violenze al giorno”. Un numero incredibile che sembra frutto della fantasia e dell’irrealtà. Invece è tutto vero e va assolutamente fermato per restituire alle donne congolesi un barlume di civiltà e serenità.
 
 

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