Un mondo di bambini sfruttati

Terre di mezzo illustra i dati sui "lavori minorili". Una piaga che accomuna il terzo mondo e le metropoli occidentali

GIORGIO SALVETTI – MILANO

"Lo sfruttamento dei minori non è un problema esclusivo dei paesi poveri del sud del mondo;

il numero dei bambini costretti a fare gli accattoni o a prostituirsi aumenta ogni giorno di più anche negli Stati Uniti e nei paesi dell’Unione Europea, specialmente nell’est, ma anche qui da voi in Italia".

Siamo al Piccolo Teatro di Milano dove ieri si è conclusa la conferenza europea organizzata da Terre di Mezzo sullo sfruttamento del lavoro minorile in Europa.

A parlare è Kailash Satyarthi, ideatore e direttore generale di Global March Against Child Labour, il più grande movimento mondiale contro lo sfruttamento minorile.

Secondo Sathyarthi, l’Ue non ha più solo il ruolo e il dovere di combattere lo sfruttamento nei paesi del sud del mondo ma deve prepararsi a combattere la crescita del fenomeno all’interno del suo stesso territorio.

Lo dimostrano i dati che sono emersi dai lavori del convegno durante i quali per la prima volta si sono confrontati vari soggetti e associazioni provenienti da tutta Europa.

Emblematico il caso di Bucarest, dove tra i 2000 e i 5000 bambini vivono in condizioni di estremo degrado. Ma lo sfruttamento avviene sempre più spesso anche all’interno dei confini dell’Ue. Solo in Italia oltre 10.000 bambini sono coinvolti in attività illecite e sono stimati tra 1800 e 2500 i minori costretti a prostituirsi.

Quasi tutti provengono dal nord Africa e dall’Europa dell’est. Dall’Albania oltre 3000 bambini vengono portati in Italia a elemosinare, e il 30% delle prostitute albanesi che lavorano sulle nostre strade è minorenne.

Una situazione simile si ripete anche in Grecia e in Portogallo dove oltre allo sfruttamento dei minori in attività illegali si registrano 40.000 minorenni costretti a lavorare.
Francia, Gran Bretagna e Belgio sono invece luoghi di passaggio per il traffico di minorenni provenienti dai paesi delle ex-colonie diretti ai mercati della prostituzione delle città Europee.

Tuttavia i bambini sfruttati sono per lo più stranieri immigrati o costretti ad immigrare.
Secondo i partecipanti al convegno serve dunque una doppia azione dei paesi europei. Da un lato attivarsi per arginare il fenomeno sul proprio territorio, dall’altro aumentare l’impegno politico ed economico a livello mondiale. Per questo al termine dei lavori sono state formulate tre richieste da presentare all’Ue per i paesi del sud del mondo:

1) accrescere gli aiuti contro il lavoro minorile ;

2) impegnarsi per un differimento del debito dei paesi poveri;

3) destinare l’8% degli aiuti all’istruzione di cui la metà per l’istruzione elementare.

"Istruzione e lotta allo sfruttamento sono due facce della stessa medaglia – ribadisce Satyarthi – e i paesi poveri non sono in grado di destinare neppure il 2% del loro prodotto interno lordo alla scuola quando spendono 4 o 5 volte tanto per pagare il debito".

Tutte le associazioni si sono impegnate a promuovere ogni iniziativa di mobilitazione della società civile con campagne di informazione e di pressione nei confronti delle multinazionali con particolare attenzione per le scelte etiche dei consumatori.

Secondo Satyarthi "basterebbe un quarto di ciò che si spende in Europa per i cosmetici o un quinto di ciò che si spende per comprarsi il gelato per risolvere il problema del lavoro minorile nel mondo".

E’ fondamentale inoltre che tutti i governi dell’Ue si diano da fare perché vengano rettificate e applicate le convenzioni internazionali dal maggior numero di paesi.

Secondo Franz Roselaers, direttore del programmma IPECL contro il lavoro minorile dell’International Labour Office, "gli strumenti per attuare le convenzioni ci sono e funzionano, è solo un problema di volontà politiche da parte dei governi e di pressione dell’opinione pubblica sui privati perché mettano in pratica ciò che viene stabilito nelle convenzioni internazionali".

 

…ed intanto che sei qui ricordati di cliccare i siti ed i sottolink. E’ gratis, ci vuole solo un minuto e puoi salvare molte vite!!!
 

THE HUNGER SITE                POR LOS CHICOS

per sapere come funzionano le donazioni gratuite, clicca QUI

HOME