Manifestazioni in tutto il mondo contro Israele

Migliaia di persone in piazza per protestare contro l’attacco alla flottiglia filo-palestinese. Scontri tra studenti ad Haifa, cortei in Giordania, Turchia, Egitto. Molti chiedono di rompere le relazioni diplomatiche. Iniziative anche in Grecia e Italia

Si sono svolte oggi (31 maggio) in tutto il mondo manifestazioni di protesta, dopo l’attacco di Israele contro il convoglio Freedom Flottilla, la flottiglia di attivisti umanitari filo-palestinesi diretti a Gaza. Nello stesso Medio Oriente, ma anche in Europa – compresa l’Italia – migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per esprimere condanna e solidarietà per le vittime, chiedendo al governo di Gerusalemme di fare chiarezza e cambiare subito rotta nei confronti dai palestinesi. Dopo la condanna unanime delle forze politiche, dunque, è stata la volta della gente comune: per l’intera giornata iniziative e cortei hanno espresso rabbia e sdegno per quello che è stato definito un vero e proprio “massacro”.
In Medio Orienteovviamente la situazione più calda. Nella città israeliana di Haifa, con l’università multietnica del paese, si sono registrati scontri tra studenti arabi ed ebrei, a margine di una manifestazione di protesta contro l’assalto armato della marina. I tafferugli hanno coinvolto anche la polizia, con un funzionario rimasto ferito da una sassata. Il fermento è aumentato per il ferimento non grave di uno dei leader del Movimento Islamico in Galilea, lo sceicco Raed Salah, che era proprio a bordo della flottiglia. In Giordania centinaia di manifestanti si sono radunati ad Amman, subito dopo aver appreso il fatto. Sono stati scanditi slogan contro Israele, invocando “vendetta per il massacro” e bruciando pubblicamente bandiere con la stella di David. Hanno inoltre chiesto al loro governo di tagliare i rapporti diplomatici, sviluppati dopo l’accordo di pace del 1994. A bordo della flottiglia colpita c’erano anche molti attivisti giordani.

In Turchia la gente è scesa in piazza ad Istanbul: circa 12mila persone hanno protestato duramente contro l’operazione delle forze speciali israeliane: il corteo è partito proprio dal loro consolato, poi si è diretto verso il quartiere di Levent e la piazza Taksim della capitale. Qui hanno bruciato bandiere urlando “Dannata Israele”, hanno chiesto la chiusura dell’“ambasciata sionista”. Altra manifestazione si è tenuta ad Ankara.

Egitto: centinaia di studenti si sono radunati al Cairo davanti al ministero degli Esteri, chiedendo l’espulsione dell’ambasciatore israeliano. L’iniziativa, lanciata dai Fratelli musulmani sul loro sito internet, ha raccolto le adesione dei rappresentanti delle opposizioni. Alcuni hanno sventolato una bandiera palestinese, con la scritta: “31 maggio, giornata della libertà”. Anche l’Europa si è fatta sentire. L’Unione della sinistra radicale in Grecia (Syriza) ha convocato nel pomeriggio una  manifestazione davanti all’ambasciata israeliana, chiedendo alla maggioranza di esigere “l’immediata liberazione” dei cittadini ellenici. Il Partito comunista (Kke) ha chiesto al governo di George Papandreou di annullare “qualsiasi cooperazione militare con Israele”.

Per l’Italia l’appuntamento è stato a Bologna, alle ore 17 in piazza Maggiore: bloccato il traffico è iniziato un corteo, a cura del Comitato Palestina, Rete dei comunisti e centri sociali. Circa 500 persone hanno sventolato bandiere palestinesi, con in testa bambini stranieri e donne col velo. Lo striscione di apertura diceva: “Noi flotta globale della solidarietà, Israele Stato assassino non ci fermerà”. A Genova è partita una manifestazione alle 18 da piazza De Ferrari. E’ stato lanciato un appello firmato Api (Associazione palestinesi in Italia), Giuristi democratici e altre organizzazioni. “Chiediamo al governo italiano – si legge – di proteggere i cittadini Italiani e di reagire alla provocazione dello Stato di Israele ritirando il console italiano da Tel Aviv, l’ambasciatore italiano da Gerusalemme e convocando l’ambasciatore Israeliano a Roma”. da: http://www.rassegna.it