Angola – Le mine non smettono di uccidere…

 
Pubblicata da AFRICAN VOICES il giorno giovedì 12 agosto 2010 alle ore 11.14

La guerra civile, che ebbe luogo in Angola nell’arco di tempo tra il 1975 e il 2002, ha lasciato agli angolani e al mondo intero(quel mondo che usa il cervello quando dice di pensare) una triste eredità ossia 166 vittime, uccise solo negli ultimi quattro anni e oltre 300 feriti.

Scusate se è poco…

Naturalmente dal termine del conflitto sono state impiegate enormi risorse finanziarie proprio per lo sminamento di ponti e strade, infrastrutture indispensabili alla ripresa della vita economica del Paese.

Il processo di sminamento si è articolato in due momenti: dal ’95 al 2002 e poi dal 2002 ad oggi.

L’esito di tutto ciò, per quanto in generale positivo, non impedisce purtroppo e comunque all’Angola di essere sempre al secondo posto, dopo l’Afghanistan,tra le nazioni più a rischio mine.

Attualmente il pericolo maggiore riguarda in prevalenza chi lavora nel settore agricolo, come la maggior parte degli angolani, e quelli che si occupano dei trasporti.

Il Governo di Luanda, per altro, ha dovuto stanziare ,per il biennio 2010-2011, otto milioni di dollari per l’assistenza alle vittime delle mine.

Denaro che avrebbe potuto essere investito, senza il pericolo mine, decisamente in modo migliore.

Per chi volesse approfondire la questione in materia di armi e di materiale bellico, e non solo per l’Angola e le mine, ma andare alla radice del problema ,come è giusto che sia, ecco un utile consiglio di lettura di un breve saggio a cura dell’OPAL(Osservatorio permanente sull’uso delle armi leggere e politiche di sicurezza e di difesa) :"ARMI – UN’OCCASIONE DA PERDERE.LE ARMI LEGGERE E IL MERCATO ITALIANO"./EMI-BOLOGNA(2009).

di Marianna Micheluzzi 

 

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