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Repubblica Dem. Congo: marcia mondiale donne

 

Si svolgerà nella Repubblica democratica del Congo, scelta come luogo simbolo della violenza di genere, esercitata sistematicamente e nei modi più crudeli nel Kivu, la terza azione internazionale delle Marcia mondiale delle donne.

Una delegazione di un migliaio di donne, la maggior parte provenienti dagli altri Paesi Africani e da varie regioni dellla RDC, si recherà a Bukavu, dove sono previste cinque giornate di attività a sostegno delle donne congolesi.

  • Workshop e testimonianze,
  • marce e performance culturali,
  • una fiera equo solidale e
  • l’inaugurazione di un bosco della memoria, compongono il variegato programma.

Questo evento, che è stato preparato nel Congo con incontri regionali e informazione capillare nelle comunità, ha l’obiettivo di rompere il muro del silenzio che esiste intorno a questa guerra dimenticata e di rafforzare la voce delle donne che si impegnano in loco sia per lenire le ferite del massacro, sia nella ricerca di soluzioni pacifiche al conflitto.

A Bruxelles, alla vigilia della partenza della delegazione europea per il Congo, più di mille donne daranno luogo ad una giornata di conoscenza e di solidarietà, in cui le donne della diaspora congolese saranno protagoniste.

In vari Paesi europei la Marcia mondiale delle donne organizzerà azioni che denunciano le responsabilità di nostri governi e imprese transnazionali nel prolungarsi del conflitto nella Repubblica democratica del Congo, mascherato come scontro “internetnico” che mal nasconde gli appetiti rispetto al ricco sottosuolo del Kivu e i giganteschi interessi delle industrie degli armamenti nella zona.

Fonte: twende.it, womennews.net

ONU necessità di soluzioni per crisi alimentari

 

Disastri naturali, guerre e istituzioni deboli hanno provocato crisi alimentari in 22 paesi. Lo hanno detto due agenzie dell’ONU in un report sulla sicurezza alimentare con lo scopo di lanciare un appello per trovare soluzioni a lungo termine in modo da aiutare gli stati a recuperare la loro capacità produttiva.

Fame cronica e insicurezza alimentare sono le caratteristiche più comuni del protrarsi di una crisi, secondo quanto è scritto nel report “State of Food Insecurity in the World 2010,” (lo stato dell’insicurezza alimentare nel mondo 2010) pubblicato dalla FAO (Food and Agriculture Organization) e dal PAM, programma alimentare mondiale  (World Food Programme (WFP).

Più di 166 milioni di persone malnutrite vivono in paesi che devono affrontare il protrarsi di queste crisi, ossia all’incirca il 20 per cento di tutte le persone malnutrite del mondo, o più di un terzo del totale se si escludono grandi paesi come Cina e India, è scritto nel report.

Fonte: moderghana.com

GIORNATA MONDIALE PULIZIA DELLE MANI – AMREF

 

IN AFRICA MISURA IGIENICA ANCORA PRECLUSA A 800 MILIONI DI PERSONE

È una forma di prevenzione semplice e a basso costo fondamentale per la prevenzione di malattie potenzialmente mortali, ma la mancanza di fonti di acqua sicure e la scarsa conoscenza delle corrette pratiche igienico-sanitarie la rendono inaccessibile a larga parte della popolazione dell’area Subsahariana, a partire dai bambini

Roma, 15 ottobre 2010 – In occasione della Giornata Mondiale della Pulizia delle Mani, AMREF ricorda che questa semplice abitudine, appresa fin da bambini e fondamentale per la prevenzione di molte malattie, nell’Africa subsahariana resta preclusa a circa 800 milioni di persone che non dispongono di fonti di acqua sicure.

Il lavaggio delle mani con il sapone, soprattutto prima dei pasti e dopo l’uso dei servizi igienici, è infatti una misura di prevenzione a basso costo che permette di abbattere l’incidenza di malattie parassitarie, dermatologiche, respiratorie e diarroiche responsabili della maggioranza delle morti tra i bambini, il cui sistema immunitario è più delicato e che, succhiandosi il pollice, mangiando con le mani e portando di frequente le mani alla bocca, ingeriscono i germi infettivi.

Per questo AMREF, tra le attività per la promozione di pratiche igienico-sanitarie che prevedono il coinvolgimento diretto delle comunità, insegna ai bambini in età scolare che la loro salute parte proprio dal lavaggio delle mani, praticato quotidianamente. I più piccoli sono anche il “capitale umano” su cui investire come agenti per il cambiamento positivo. Grazie ad AMREF, ogni anno centinaia di loro possono andare a scuola, frequentare corsi di igiene e salute, avere accesso alle strutture sanitarie e diffondere le conoscenze acquisite nell’ambito della propria famiglia e comunità.

È uno sforzo cruciale in una regione in cui i progressi in ambito sanitario e nell’accesso a fonti di acqua sicure procedono a un ritmo ancora troppo lento. Nelle aree rurali del Kenya, per esempio, nell’arco di 18 anni la possibilità di usufruire di strutture igienico-sanitarie è aumentata soltanto del 5%, dal 27% del 1990 al 32% del 2008, mentre l’incremento del dato relativo all’accesso a fonti di acqua pulita nello stesso periodo è stato pari al 20% (dal 32 al 52%).

AMREF, fondazione africana per la medicina e la ricerca, è stata fondata a Nairobi nel 1957 ed è la principale organizzazione sanitaria no profit del continente. Oggi impiega in Africa oltre 800 persone, per il 97% africani, e gestisce circa 140 progetti di sviluppo sanitario in sei Paesi (Etiopia, Kenya, Sudafrica, Sudan, Tanzania e Uganda). Il network internazionale di AMREF è composto da 12 sedi in Europa, Stati Uniti e Canada.

Nigeria: parlamentari dicono no a prestito

 

La richiesta di autorizzazione del presidente Goodluck Jonathan di chiedere un prestito in valuta estera di $5 miliardi di dollari Usa fara’ ritornare il paese ai giorni orribili della trappola del debito estero. E’ quanto hanno detto i parlamentari della Nigeria riuniti ieri nella House of Representatives.

Gli stessi parlamentari hanno anche votato all’unanimità per respingere la richiesta di autorizzazione per chiedere un prestito.

Nella discussione della mozione per una richiesta di autorizzazione a chiedere un prestito straordinario da parte del governo federale inviata dal presidente, i giuristi hanno condannato all’unanimità la decisione definendola come “unpatriotic” (non patriottica).

La mozione che cercava l’approvazione per un prestito di $4.427 milioni e’ stata rigettata dal presidente dell’assemblea Dimeji Bankole quando e’ stato chiaro che i parlamentari avrebbero votato unanimemente contro la richiesta.

Molti parlamentari che hanno preso la parola hanno detto che il prestito avrebbe riportato il paese ai giorni bui del debito. Gli stessi hanno anche espresso forti dubbi su alcuni progetti e programmi per cui e’ stata avanzata la richiesta di prestito.

Il presidente della commissione finanze, Rep John Enoh (PDP, Rivers) ha informato l’assemblea che il debito della Nigeria ammonta a 16 miliardi di dollari e che la componente estera ammonta a USD $4 miliardi. Lo stesso ha aggiunto: “Negli ultimi due anni i nostri prestiti dall’estero somo aumentati del 40 per cento mentre le riserve estere sono diminuite del 50 per cento.”

Il repubblicano Emmanuel Jimeh (PDP, Benue) ha detto, “Non e’ tanto la richiesta di un prestito che depone male ma la cosa più importante e’ l’uso dei soldi raccolti.”

Fonte: allafrica.com