Venti di guerra sulla Libia, l’Onu: “Sì alla no-fly zone”. L’esercito di Gheddafi bombarda Misurata

Gli attacchi aerei contro le truppe di Gheddafi, autorizzati dalla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell’Onu, avranno luogo “in tempi rapidi”. La situazione sul terreno non ammette altre esitazioni: le truppe fedeli a Muammar Gheddafi stanno pesantemente bombardando la città di Misurata. E così, a poche ore dal via libera delle Nazioni unite, è la Francia a lanciare il primo avvertimento a Tripoli. Che non ha atteso troppo per replicare: “la Libia non ha paura. Non aiuterete il popolo se ci bombarderete per uccidere i libici. Distruggerete il nostro paese. Qui nessuno è contento”, ha affermato uno dei figli del colonnello Saif el Islam. La risoluzione è stata varata con dieci voti favorevoli, zero contrari e cinque astensioni, ovvero quelle di Cina, Russia, Germania, India e Brasile. Nella notte il presidente degli Stati uniti Barack Obama ha chiamato il capo di stato francese Nicolas Sarkozy e il primo ministro britannico David Cameron per coordinare una strategia: “La Libia deve conformarsi alla risoluzione e le violenze contro la popolazione civile devono finire”. Alla notizia dell’approvazione della no-fly zone scene di giubilo hanno avuto luogo a Bengasi. Tripoli, intanto, si è detta pronta a un cessate il fuoco “di cui bisognerà però discutere i dettagli preventivamente”. Ma sul terreno, Gheddafi sembra andare verso un’altra direzione. A Misurata è stata una notte di pesanti bombardamenti, e adesso le truppe di terra e i carri armati del colonnello stanno provando a fare irruzione nel centro città. L’Unione europea, nel frattempo, ha salutato con soddisfazione l’approvazione della risoluzione e si è detta pronta a “metterla in pratica”. La Nato, da parte sua, esaminerà oggi il testo per decidere la sua strategia. La diretta:
10:30 – Bocchino (Fli): “A disposizione basi, ma anche aerei” – ”L’Italia dovrebbe dire all’Onu ‘Noi siamo pronti’. Non dovrebbe mettere a disposizione le basi, ma anche gli aerei. Sarebbe un errore se l’Italia avesse un atteggiamento ipocrita o pavido”: così Italo Bocchino (Fli). ”Noi siamo i dirimpettai e il primo partner economico della Libia: non ho capito perché debbano intervenire Francia e Inghilterra e diventare poi loro il primo partner”.
10:22 – Inviato dell’Onu al Cairo: incontrerà gli insorti alla frontiera – L’inviato dell’Onu per la Libia, Abdel Ilah El Khatib, è arrivato questa mattina al Cairo nell’ambito di una missione in Egitto e in Tunisia durante la quale esaminerà gli sviluppi della situazione in Libia. Lo riferiscono fonti dell’aeroporto del Cairo. In giornata El Khatib si recherà a Sallum, sulla frontiera con la Libia per incontrare esponenti della resistenza libica. Domenica è previsto l’arrivo al Cairo del segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon.
10:14 – India: nessuna interferenza su affari interni di Tripoli -L’India ritiene che non debba esserci alcuna interferenza sugli affari interni libici della Libia. “Il desiderio umano per la libertà e il diritto dei cittadini di decidere il proprio futuro è universale, ma queste sono decisioni che i paesi e i loro cittadini devono prendere da soli senza interferenza esterna o coercizione”, ha detto il primo ministro Manmohan Singh, secondo quanto si legge su Al Jazeera. Nuova Delhi si è astenuta ieri durante il voto del Consiglio di sicurezza dell’Onu che ha approvato la risoluzione 1973 sulla no fly zone in Libia.
10:13 – La Turchia si oppone all’intervento militare – La Turchia chiede un immediato cessate il fuoco in Libia e si oppone a un intervento militare internazionale. Lo ha detto l’ufficio del primo ministro in un comunicato insistendo per una soluzione pacifica al conflitto.
10:10 – Alle 12 vertice ministri a Palazzo Chigi – È previsto a mezzogiorno, a Palazzo Chigi, un vertice tra i vari ministri, i capi dei servizi di sicurezza e il vertice militare della Difesa. Lo si è appreso da fonti governative. Nel corso della riunione dovrebbe in particolare essere preso in esame il contributo italiano all’attuazione della no-fly zone.
10:00 – Londra, Cameron convoca una riunione urgente del governo – Il primo ministro britannico David Cameron ha convocato per oggi alle 10 una riunione d’urgenza del suo governo sulla Libia, prima di fare una dichiarazione in Parlamento: lo ha annunciato un portavoce di Downing Street. Il primo ministro di Londra dovrebbe precisare le condizioni della partecipazione britannica alle operazioni per l’imposizione della no fly zone sulla Libia. La risoluzione approvata dall’Onu autorizza a prendere “tutte le misure necessarie” per proteggere i civili ed imporre una tregua all’esercito libico.
09:58 – Mosca si dice preoccupata: “Si rischia conflitto su larga scala” – La Russia si è astenuta nel voto del Consiglio di sicurezza dell’Onu sulla no-fly sulla Libia per varie ragioni, tra cui quella che la risoluzione approvata giovedì sera “apre la strada a un intervento militare su larga scala”. Lo ha detto al canale tv russo Rossiya 24 l’ambasciatore di Mosca all’Onu Vitaly Churkin. “Il processo di stesura non ha seguito la prassi consolidata nel Consiglio di Sicurezza” ha detto Churkin, che ha sottolineato che il testo lascia senza risposta domande sulle regole e le limitazioni per l’uso della forza. “Inoltre la bozza è stata modificata praticamente sotto i nostri occhi, allontanandosi dal concetto iniziale espresso dalla Lega Araba. Nel testo sono state inserite specifiche che aprono la strada a un intervento militare su larga scala” ha detto l’ambasciatore. Churkin ha aggiunto che sono state date rassicurazioni a voce che non ci sono piani in tal senso. “Ne abbiamo preso nota”. “Abbiamo chiesto incessatemente e coerentemente la protezione dei civili. Guidati da questi principi e dai valori umanitari, la Russia e altri paesi coautori della bozza non hanno impedito l’approvazione della risoluzione. Ma siamo convinti che il cessate il fuoco immadiato sia l’unico modo di garantire ai civili una sicurezza affidabile e una stabilizzazione a lungo termine in Libia” ha concluso l’ambasciatore.
09:52 – Libia ha chiuso il proprio spazio aereo – La Libia ha chiuso il suo spazio aereo, a seguito della decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull’imposizione di una no-fly zone. Lo ha riferito Eurocontrol, che ha detto di aver ricevuto la notizia dalle autorità maltesi, alle quali sarebbe stato notificato da Tripoli il divieto di ingresso nello spazio aereo di qualsiasi velivolo ”fino a ogni altra ulteriore notifica”.
09:49 – Forze Gheddafi tentano di entrare in centro Misurata – Le forze di Gheddafi stanno cercando di forzare la mano a Misurata. Un corrispondente di Al Jazeera riferisce che i carriarmati e le truppe di terra del regime stanno effettuando una sortita e provano a entrare nel centro della città. Almeno 25 carriarmati libici stanno bersagliando la città e il numero delle vittima starebbe crescente. Secondo Al Jazeera, Gheddafi vorrebbe entrare in città per poi poter servirsi dei civili come scudo umano contro possibili raid aerei stranieri.
09:35 – Il Qatar parteciperà alla no-fly zone – Il Qatar è il primo paese arabo a dichiarare la sua partecipazione alla no-fly zone sulla Libia.
09:34 – Attesa per il Consiglio Atlantico della Nato – Il Consiglio Atlantico della Nato è stato convocato stamattina per esaminare la risoluzione dell’Onu sull’imposizione di una no fly zone in Libia approvata ieri sera dal Consiglio di Sicurezza a New York. La riunione, a livello di rappresentanti permanenti, comincerà alle 10:30 nel quartier generale di Bruxelles.
09:32 – Giornalista Nyt: arrestata e sarà liberata – Uno dei quattro giornalisti del – New York Times considerati scomparsi in Libia, una donna, è stata arrestata e sarà liberata. Lo ha detto uno dei figli del colonnello, Said al islam,. “Sono entrati illegalmente nel paese e quando l’esercito ha liberato la città di Adjabiya dai terroristi… Sono stati trovati. I militari la hanno arrestata si sono resi conti che era americana e non europea. Sarà liberata domani”. Saif al islam non ha precisato l’identità della giornalista ma dovrebbe trattarsi della fotografa Lynsey Addario, una dei quattro reporter del New York Times scomparsi ad Ajdabiya.
09:23 – La Polonia offre appoggio logistico – La Polonia è pronta a offrire i suoi aerei da trasporto, ma esclude la partecipazione alla forza d’intervento in Libia, dopo l’ok del Consiglio di sicurezza dell’Onu alla risoluzione che istituisce una no-fly zone sul paese nordafricano. Lo ha detto il ministro della difesa di Varsavia Bogdan Klich. “Siamo pronti ad aiutare con i nostri aerei da trasporto. Le nostre capacità ci permettono di distaccare una parte delle nostre forze e dei nostri mezzi all’aiuto umanitario” ha detto Klich alla radio TOK FM. “Abbiamo deciso mercoledì con il presidente e il premier che la partecipazione della Polonia a una forza d’intervento è da escludere” ha aggiunto il ministro. “Per quanto riguarda la zona di esclusione aerea, non intendiamo partecipare alla sua costituzione con le nostre forze militari” ha detto ancora.
09:18 – Anche il Belgio si dice pronto a intervenire – Il Belgio è pronto a partecipare ad una operazione militare contro il regime di Gheddafi. Il governo avrebbe già verificato di poter contare su una larga maggioranza favorevole all’intervento che dovrebbe avvenire nel quadro Nato mettendo a disposizione unità navali ed F16.
09:14 – Danimarca valuta l’invio dei propri caccia F16 – La Danimarca chiederà l’appoggio della commissione parlamentare affari esteri per l’invio di un contributo ad un eventuale intervento militare internazionale in Libia, inclusi aerei da combattimento F16. Lo ha annunciato il ministro degli esteri Lene Espersen.
09:13 – La Francia: “Il nostro obiettivo è far cadere Gheddafi” – L’intervento militare che si concretizzerà ”nelle prossime ore” e che vedrà la Francia in prima fila, ”non è un’occupazione del territorio libico”, ma ”un dispositivo per proteggere il popolo libico e consentirgli di andare fino in fondo al suo anelito di libertà e quindi alla caduta del regime di Gheddafi”. Lo ha detto Francois Baroin, portavoce del governo di Parigi.
08:50 – Si prepara contributo dell’Italia – Il governo italiano sta valutando i prossimi passi diplomatici dopo il disco verde dell’Onu ad una no fly zone in Libia per impedire a Gheddafi di bombardare la popolazione civile ‘ribelle’. L’Italia è pronta a mettere a disposizioni basi e aeree. “Non ci sottrarremo ai nostri doveri” ha ribadito il ministro della Difesa, La Russa. Il vice ministro degli Esteri libico ha auspicato che ‘l’Italia si tenga fuori’ dalle iniziative Onu. Le nostre basi militari sarebbero messe a disposizione non più per mere finalità umanitarie, ma per veri e propri scopi militari.
08:35 – Le truppe di Gheddafi bombardano Misurata – Le forze fedeli al leader libico Muammar Gheddafi hanno bombardato oggi la città di Misurata, controllata dai ribelli, dopo una notte di scontri d’arma da fuoco: lo ha detto un portavoce dei ribelli. “Decine di bombe di qualsiasi tipo sono state sganciate sulla città da ieri sera”, ha indicato questo portavoce sotto copertura di anonimato. “Ci sono sempre scambi di colpi d’arma da fuoco intensi in città”, ha aggiunto, affermando di ignorare il numero di vittime per il momento. Giovedì da Misurata erano arrivate notizie contrastanti. Il regime aveva affermato di avere assunto il controllo della città, mentre i ribelli avevano smentito questa informazione.

8:15 – La Norvegia parteciperà alle azioni contro Gheddafi – La Norvegia parteciperà all’intervento militare in Libia: lo ha dichiarato il ministro norvegese della Difesa, Grete Faremo, al quotidiano Verdens Gang. “Siamo decisi a contribuire all’operazione. Ma è troppo presto per dire in che modo”, ha spiegato il ministro. L’invio di aerei F-16 “è una possibilità”. Ma secondo Faremo, “va posta in essere allo stesso modo, una grande operazione umanitaria che rende necessario l’invio di aerei da trasporto”. Da parte sua, il governo danese ha annunciato che chiederà il via libera del parlamento per l’invio di cacciabombardieri F-16 nell’ambito della missione per l’imposizione della no fly zone sulla Libia.
08:08 – Il figlio di Gheddafi sfida l’Onu: “Non abbiamo paura” – La Libia “non ha paura” delle possibili conseguenze dell’approvazione della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell’Onu che autorizza l’uso della forza contro le truppe del regime di Muammar Gheddafi. Lo ha detto uno dei figli del colonnello, Saif al-Islam. “Siamo nel nostro paese e con il nostro popolo. E non abbiamo paura”, ha detto da Tripoli alla Abc. “Non abbiamo paura. Non abbiamo paura. Non aiuterete il popolo se bombarderete la Libia per uccidere i libici. Distruggete il nostro paese. Qui nessuno è contento”, ha insistito Saif Al-Islam.
07:50 – La Francia: “Attacchi in tempi rapidi” – Gli attacchi aerei contro le truppe di Gheddafi, autorizzati dalla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell’Onu, avranno luogo “in tempi rapidi” e la Francia vi prenderà parte. Lo ha detto oggi a Parigi il ministro e portavoce del governo francese, Francois Baroin. “L’attacco avrà luogo rapidamente”, ha dichiarato Baroin che non ha fornito ulteriori precisazioni su “quando, come, quali obiettivi, sotto quali forme”. Questo intervento militare, ha riferito, “non equivale a un’occupazione del territorio libico” ma “a un dispositivo di natura militare per proteggere il popolo libico e permettergli di portare a termine il suo anelito di libertà, con la caduta del regime di Gheddafi”, ha indicato Baroin. I francesi, “che hanno avanzato questa richiesta” di intervento, ha concluso il portavoce del governo, “saranno naturalmente coerenti sull’intervento militare, al quale parteciperanno”.

 

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