Costa d’Avorio. La risposta delle ONG di AGIRE.

Crisi umanitaria in Costa d’Avorio

A più di una settimana dall’arresto dell’ex presidente Laurent Gbagbo e dal formale insediamento governativo del nuovo presidente Alassane Ouattara, la situazione a Abidjan rimane grave.

Secondo gli ultimi dati emessi dalla Commissione per i Diritti dell’Uomo (OHCHR), sono oltre 900 le persone uccise in seguito alle violenze che hanno caratterizzato il paese negli ultimi 5 mesi .
L’emergenza continua sia in Costa d’Avorio, in cui UNHCR (L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) conta la presenza di 800.000 sfollati interni, che nei paesi confinanti che hanno accolto l’ondata di profughi in fuga dal conflitto. Si contano oggi 160.000 rifugiati, di cui la maggior parte in Liberia.

Quattro organizzazioni non governative di AGIRE, presenti da anni nel paese, si sono attivate per rispondere ai maggiori bisogni delle popolazioni della zona.

Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid, organizzazione operativa in Liberia dal 1996, denuncia oggi l’alto rischio della situazione. “La maggior parte dei profughi che non hanno trovato ospitalità presso i campi di accoglienza vivono nei rifugi offerti dalle comunità residenti nelle città lungo il confine. Si tratta di popolazioni che vivono in condizioni di estrema povertà e che oggi, con l’arrivo dei profughi ivoriani, vedono peggiorare la loro situazione senza avere alcuna assistenza dalla comunità internazionale”.
ActionAid Liberia, continua a sostenere la popolazione al confine con la Costa d’Avorio, intensificando le distribuzioni alimentari e le misure di protezione per la popolazione rifugiata e quella locale.

AVSI, presente nel paese dal 2008 ha in corso un programma socio educativo e di sostegno a distanza per 10.700 bambini vulnerabili con problemi legati all’HIV. Inoltre, per sostenere la popolazione sfollata, l’organizzazione ha allestito a Abdijan un campo per l’accoglienza di 1.500 persone.

Terre des Hommes che da anni gestiva una Casa del Sole a Yopugon che accoglieva ogni giorno centinaia di bambini di strada è stata costretta ad abbandonare la struttura ma ha continuato ad occuparsi dei bambini e ha distribuito materiale igienico, biscotti ipocalorici, stuoie di plastica, acqua e pastiglie di cloro per gli sfollati nel quartiere di Abobo rifugiati nella parrocchia di Saint Mathieu.

Save the Children, in Costa d’Avorio, ha predisposto l’invio di 6 tonnellate di medicinali per incrementare le scorte del paese, indirizzate al trattamento della malaria e alla prevenzione del contagio da HIV per le vittime di violenza sessuale, nonché all’assistenza sanitaria delle donne incinta e delle neo mamme.

Maggiori informazioni e canali di donazione:

http://www.actionaid.org

http://www.avsi.org

http://www.savethechildren.it

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