Terremoto in Emilia Romagna di magnitudo 5.9, con altre scosse minori, 5 i morti.

Scossa di 6 gradi, morti e crolliLa terra trema nella notte. Epicentro nel modenese. Sisma avvertito in tutto il Nord Est in Liguria e Toscana. Tre morti nel ferrarese. Crolli ed evacuazioni. A Parma solo molta paura I danni provocati dalle scosse a Finale Emilia

E’ di tre morti il bilancio – ancora provvisorio – della forte scossa di terremoto avvertita all’alba in tutto il Nord Italia. Le vittime in Emilia-Romagna, dove si è registrato l’epicentro del sisma di magnitudo 6 secondo il servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs). I morti sono tutti in provincia di Ferrara: due a Sant’Agostino, nel crollo di una fabbrica di ceramica, e una a Ponte Rodoni di Bondeno, dove è caduto il capannone di un’azienda a ciclo continuo di polistirolo espanso. Ingenti danni anche in provincia di Modena, dove sono segnalati diversi crolli.

La scossa è stata registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 4.04, seguita da due repliche di intensità minore: una di 3.3 alle 5.35 e un’altra di 2.9 alle 5.44 e altre numerose di assestamento. L’epicentro nella pianura padana emiliana, a una decina di chilometri di profondità dal suolo, sempre nella stessa zona, in provincia di Modena, dove secondo le forze dell’ordine si registrano una cinquantina di feriti non gravi.

I danni principali a San Felice, dove è crollata la chiesa e vengono segnalate gravi lesioni a molti edifici storici tra cui il municipio, e a Finale Emilia, dove
per precauzione è stato evacuato l’ospedale. Evacuati a scopo precauzionale i pazienti più gravi e i neonati anche dall’ospedale di Mirandola.

Ingenti danni anche nel Ferrarese, dove sono stati segnalati alle forze dell’ordine e alla Protezione civile numerosi crolli di edifici storici e case coloniche. Tanta paura ma nessun danno, invece, nel capoluogo felsineo, dove la gente è scesa in strada. “Questa notte in casa non torno più – ha raccontato una ragazza che si è radunata in piazza Maggiore insieme ad altre decine di persone – ho sentito una gran botta e sono corsa in terrazza, avevo paura di cadere”.

Le scosse sono state avvertite distintamente anche a Parma. I vigili del fuoco non segnalano tuttavia danni a persone o cose. Invia segnalazioni a redazione@parma.repubblica.it

LE SCOSSE DI GENNAIO – Due forti scosse di terremoto, che non avevano provocato vittime ma danni e molta paura, avevano già colpito l’Emilia a fine gennaio, mercoledì 25 e venerdì 27. Nel primo caso il ‘cuore’ del sisma, di magnitudo 4.9, era stato localizzato tra Brescello, Poviglio e Castelnovo Sotto, nel Reggiano; due giorni dopo, alle 15.53, un sisma di magnitudo 5.4 aveva avuto per epicentro l’Alto Appennino parmense, tra Corniglio, Berceto e Monchio delle Corti.
Due scosse forti, dunque, ma anche profonde, molto più di quella principale della scorsa notte: 33 chilometri la prima, ben 60,8 chilometri la seconda. Tra gli edifici più danneggiati da quelle due scosse ravvicinate ci fu la Reggia di Colorno; nella prima scossa rimase danneggiata anche la chiesa di Brescello, il paese di Peppone e don Camillo nella Bassa reggiana, dove alcuni calcinacci caddero in chiesa. da: http://parma.repubblica.it/

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Terremoto, quattro morti
Crolla una torre a Crevalcore

Tre vittime nel Ferrarese: stavano lavorando in fabbrica. Una donna morta a San Pietro in Casale probabilmente per un malore causato dallo spavento. A Bologna città tanta paura ma non risultano danni

epicentro a pochi chilometri da finale emilia, nel modenese

Terremoto, quattro morti
Crolla una torre a Crevalcore

Tre vittime nel Ferrarese: stavano lavorando in fabbrica. Una donna morta a San Pietro in Casale probabilmente per un malore causato dallo spavento. A Bologna città tanta paura ma non risultano danni

 La mappa del sisma secondo l’Usgs

BOLOGNA – È di quattro vittime, almeno per ora, il bilancio del forte terremoto di magnitudo 5.9 che ha svegliato tutta l’Emilia-Romagna (e non solo, il sisma si è sentito fino in Trentino-Alto Adige) nel cuore della notte, tra sabato e domenica. L’epicentro è stato a pochi chilometri da Finale Emilia, nel Modenese. Tre persone sono morte nel Ferrarese: una a Bondeno nel crollo di un capannone industriale, due a Sant’Agostino sotto le macerie di una fabbrica. Una donna è morta a San Pietro in Casale, nel Bolognese, probabilmente per un malore causato dallo spavento. A Bologna città, dalle prime informazioni, non risultano danni. Piccoli crolli in provincia. Ingenti danni in provincia di Modena, dove sono segnalati diversi crolli.

FERROVIE – Il traffico ferroviario è stato riattivato alle 7.45 su tutte le principali linee ferroviarie presenti nelle aree colpite dal sisma. Restano da riattivare solo la tratta Bologna- Rovigo e Bologna-Poggio Rusco dove – spiegano le Fs – «le ricognizioni tecniche previste dai protocolli di sicurezza per verificare l’integrità delle infrastrutture, avviate ovunque nel corso della notte, sono in corso di ultimazione»

«ANDAMENTO DECRESCENTE» – Per il responsabile della Protezione civile dell’Emilia-Romagna, l’ingegner Demetrio Egidi, «la statistica ci dice che l’andamento è decrescente». La valutazione dell’esperto si riferisce alla scossa più forte, quella di magnitudo 5.9 registrata alle 4.04, e all’entità di quelle precedenti e successive.

IL SISMA – Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l’epicentro del terremoto di magnitudo 5.9, avvenuto alle 4,04, è stato vicino a Finale Emilia. Secondo i rilievi del Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs), il sisma ha avuto ipocentro a 10,1 km di profondità. La zona epicentrale è stata individuata in un’area che comprende le province di Bologna, Modena, Mantova, Ferrara e Rovigo. Tra i più vicini all’epicentro figurano i comuni mantovani di Borgofranco sul Po, Carbonara di Po, Felonica, Magnacavallo, Pieve di Coriano, Poggio Rusco, Revere, San Giovanni del Dosso, Schivenoglia, Sermide e Villa Poma, quelli rovigotti di Vergantino, Calto, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Ceneselli e Melara, quelli modenesi di Camposanto, Medolla, Mirandola, San felice sul Panaro, quelli bolognesi di Crevalcore, Pieve di Cento, e quelli ferraresi Bondeno, Cento e Sant’Agostino.

LE VITTIME A FERRARA – È stato il responsabile della Protezione civile dell’Emilia-Romagna, Demetrio Egidi, a far sapere inizialmente che una persona è morta nel crollo del capannone industriale a Ponte Rodoni di Bondeno, nel Ferrarese. Si tratta di un marocchino di 29 anni che lavorava alla Ursa, azienda di polistirolo espanso, e il suo turno sarebbe terminato alle 5. L’uomo, secondo le prime informazioni, è stato colpito in testa da una trave. Al momento del crollo, che ha interessato il capannone della fabbrica e un silos esterno, erano presenti anche altri operai. Nessuno di loro, al momento, risulta ferito. Poi purtroppo il conto delle vittime è salito: altre due persone, Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni, sempre nel Ferrarese, a Sant’Agostino di Ferrara, sono morte sotto le macerie di una fabbrica di ceramica: anche loro stavano lavorando, il loro turno sarebbe terminato alle 6. «Mi sembra di vivere un incubo», sono le parole di Vittorio Battagia, rappresentante sindacale della fabbrica. Nel Ferrarese i danni del terremoto sono ingenti: sono stati segnalati alle forze dell’ordine e alla Protezione civile numerosi crolli di edifici storici e case coloniche.

 San Giovanni in Persiceto, il crollo alla chiesa del Crocifisso

IN PROVINCIA DI BOLOGNA UNA DONNA MORTA – Una donna di 37 anni è morta per malore probabilmente dovuto allo spavento riportato durante il sisma in provincia di Bologna, nella frazione Sant’Alberto di San Pietro in Casale. Ne danno notizia i carabinieri. I sanitari intervenuti al momento non hanno potuto però ancora stabilire definitivamente la causa del decesso. Sono stati inoltre accertati il crollo di una statua all’interno della chiesa di San Giovanni in Persiceto e crepe e inagibilità alla chiesa di Caselle di Crevalcore. Dalle case adiacenti sono state evacuate per precauzione 14 persone. A San Matteo della Decima i carabinieri segnalano calcinacci caduti nella chiesa, mentre a Crevalcore, in località Ronchi sono cadute delle tegole dal tetto di una comunità terapeutica, dove ci sono anche varie crepe interne sui muri, e in località Galeazza è caduta la parte superiore della torre. Sono in corso accertamenti.

«A BOLOGNA CITTA’ NIENTE DANNI» – A Bologna città tanta paura, e gente in strada, ma per ora non risultano danni. «Proviamo a sdrammatizzare: in una notte del genere potevo forse non essere l’Assessore di turno reperibile? Battute a parte, dai primi contatti con la Protezione civile per ora sembra nessun danno a Bologna città». Così ha scritto sulla sua pagina Facebook l’assessore alla Mobilità del Comune, Andrea Colombo, in questi giorni al centro delle polemiche sui T days. Intanto, anche piazza Maggiore ha cominciato a riempirsi alle prime luci dell’alba: «Questa notte in casa non torno più – ha raccontato una ragazza – ho sentito una gran botta e sono corsa in terrazza, avevo paura di cadere».

FERITI IN PROVINCIA DI MODENA – In provincia di Modena secondo le forze dell’ordine si registrano una cinquantina di feriti non gravi. I danni principali a San Felice, dove è crollata la chiesa e vengono segnalate gravi lesioni a molti edifici storici tra cui il municipio, e a Finale Emilia, dove per precauzione è stato evacuato l’ospedale. Evacuati a scopo precauzionale i pazienti più gravi e i neonati anche dall’ospedale di Mirandola. da: http://corrieredibologna.corriere.it/

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