Egitto, le piazze pronte a fronteggiarsi Badie: «Pronti a morire per lui»

Dieci morti durante gli scontri al Cairo. Presto il coprifuoco
Mansour, presidente ad interim, scioglie il Parlamento

Piazze infiammate in Egitto. Il venerdì di preghiera si è trasformato nello sfogo di decina di miglia di persone che hanno riempito le piazze di diverse città egiziane. Gli islamici sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi, i Fratelli Musulmani, hanno chiamato a raccolta una folla impressionante, guidata dalle parole dei leader del partito. Sul palco infatti, a metà pomeriggio, è apparsa la loro guida spirituale Mohammed Badie che tutti credevano fosse stato fatto prigioniero. «Non sono in fuga, non mi hanno arrestato», ha urlato alla folla. «A tutti gli egiziani dico: Morsi è il vostro presidente». E rivolgendosi agli elicotteri militari che fin dal mattino stavano sorvolando la piazza, Badie ha detto: «l’esercito torni agli egiziani. L’esercito deve restare lontano dalla politica e l’Egitto non conoscerà mai più il potere militare. Non possiamo rinunciare a Morsi presidente se non col sacrificio della nostra vita». Badie ha chiesto alla folla di rimanere in piazza fino a quando Morsi non sarà liberato.

 

Mohammed Badie (Ap)Mohammed Badie (Ap)

SCONTRO TRA PIAZZE – Due immense fazioni, quella che sostiene Morsi e quella capeggiata dai militari, stanno preparando a fronteggiarsi. Secondo Al Ahram, il quotidiano filo governativo, ci sono scontri in corso al Cairo sul ponte 6 Ottobre sul Nilo, tra sostenitori e contrari al presidente destituito. Alcune migliaia di persone si sono staccate dalla manifestazione di Nasr City e ora avanzando verso la zona dove ha sede la tv di Stato, poco distante da piazza Tahrir. Proprio lì si stanno raccogliendo i fedeli all’esercito. Tra i due gruppi i blindati dell’esercito che cercano di evitare, almeno per il momento, gli scontri. Testimoni oculari hanno però raccontato di avere visto uomini utilizzare fucili da caccia e un’auto in fiamme. Per rafforzare l’iniziativa della pizza avversa a Morsi, il movimento Tamarroud ha emesso un comunicato nel quale chiama alla mobilitazione contro i Fratelli Musulmani. Un linguaggio duro che arriva a definire le azioni della Fratellanza come terroristiche contro «i nostri giovani soldati che difendono i confini della patria». «Rispondiamo all’offensiva del dissolto regime con la mobilitazione permanente per impedire che il nostro esercito venga trascinato in una guerra interna. Per bloccare il piano della Fratellanza scendiamo in piazza a partire da sabato 6 luglio». A breve sarà annunciato il coprifuoco.

PRIMO ATTO DEL NEO PRESIDENTE – Mentre nelle strade si riversavano i manifestanti, con un decreto Mansour ha sciolto il Parlamento (di fatto solo il Consiglio della Shura, la Camera alta, l’unico ramo rimasto attivo dopo lo scioglimento della Camera ad opera della giunta militare lo scorso anno) guidato dalla maggioranza islamista dei Fratelli musulmani (Partito libertà e giustizia) e dei salafiti (al Nour) e ha nominato il nuovo capo dei servizi segreti Mohamed Ahmed Farid al posto di Mohamed Raafat Shehat, voluto da Morsi. Shehat è stato nominato consigliere del presidente, incarico esclusivamente onorifico.

Militari presidiano la folla (Reuters)Militari presidiano la folla (Reuters)

MORTI ALL’UNIVERSITA’ – Il clima di tensione è alle stelle. Le violenze sono iniziate in mattinata: alcuni gruppi pro e anti Morsi si sono affrontati a colpi di arma da fuoco vicino all’università del Cairo dove si stavano radunando i supporter dell’ex presidente egiziano: sei le vittime tra i sostenitori di Morsi. Testimoni hanno accusato i soldati di aver sparato pallini da caccia ad altezza d’uomo, ma l’esercito ha assicurato che i suoi uomini hanno usato solo colpi a salve e lacrimogeni. Un altro morto è segnalato anche nella zona di Luxor, dove, a causa del cambio dell’esecutivo, si sono riaccesi gli scontri tra musulmani e cristiani. I primi hanno dato alle fiamme alcune case della città nell’Egitto del sud. In totale, per il ministero della Salute, le vittime nel Paese sono 10.

Medio Oriente e forze armate

Egitto, scontri tra esercito e sostenitori dell’ex presidente Morsi

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Piazze infiammate in Egitto. Il venerdì di preghiera si è trasformato nello sfogo di decina di miglia di persone che hanno riempito le piazze di diverse città egiziane. Gli islamici sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi, i Fratelli Musulmani, hanno chiamato a raccolta una folla impressionante, guidata dalle parole dei leader del partito. Sul palco infatti, a metà pomeriggio, è apparsa la loro guida spirituale Mohammed Badie che tutti credevano fosse stato fatto prigioniero. «Non sono in fuga, non mi hanno arrestato», ha urlato alla folla. «A tutti gli egiziani dico: Morsi è il vostro presidente». E rivolgendosi agli elicotteri militari che fin dal mattino stavano sorvolando la piazza, Badie ha detto: «l’esercito torni agli egiziani. L’esercito deve restare lontano dalla politica e l’Egitto non conoscerà mai più il potere militare. Non possiamo rinunciare a Morsi presidente se non col sacrificio della nostra vita». Badie ha chiesto alla folla di rimanere in piazza fino a quando Morsi non sarà liberato.

Mohammed Badie (Ap)Mohammed Badie (Ap)

SCONTRO TRA PIAZZE – Due immense fazioni, quella che sostiene Morsi e quella capeggiata dai militari, stanno preparando a fronteggiarsi. Secondo Al Ahram, il quotidiano filo governativo, ci sono scontri in corso al Cairo sul ponte 6 Ottobre sul Nilo, tra sostenitori e contrari al presidente destituito. Alcune migliaia di persone si sono staccate dalla manifestazione di Nasr City e ora avanzando verso la zona dove ha sede la tv di Stato, poco distante da piazza Tahrir. Proprio lì si stanno raccogliendo i fedeli all’esercito. Tra i due gruppi i blindati dell’esercito che cercano di evitare, almeno per il momento, gli scontri. Testimoni oculari hanno però raccontato di avere visto uomini utilizzare fucili da caccia e un’auto in fiamme. Per rafforzare l’iniziativa della pizza avversa a Morsi, il movimento Tamarroud ha emesso un comunicato nel quale chiama alla mobilitazione contro i Fratelli Musulmani. Un linguaggio duro che arriva a definire le azioni della Fratellanza come terroristiche contro «i nostri giovani soldati che difendono i confini della patria». «Rispondiamo all’offensiva del dissolto regime con la mobilitazione permanente per impedire che il nostro esercito venga trascinato in una guerra interna. Per bloccare il piano della Fratellanza scendiamo in piazza a partire da sabato 6 luglio». A breve sarà annunciato il coprifuoco.PRIMO ATTO DEL NEO PRESIDENTE – Mentre nelle strade si riversavano i manifestanti, con un decreto Mansour ha sciolto il Parlamento (di fatto solo il Consiglio della Shura, la Camera alta, l’unico ramo rimasto attivo dopo lo scioglimento della Camera ad opera della giunta militare lo scorso anno) guidato dalla maggioranza islamista dei Fratelli musulmani (Partito libertà e giustizia) e dei salafiti (al Nour) e ha nominato il nuovo capo dei servizi segreti Mohamed Ahmed Farid al posto di Mohamed Raafat Shehat, voluto da Morsi. Shehat è stato nominato consigliere del presidente, incarico esclusivamente onorifico.

Militari presidiano la folla (Reuters)Militari presidiano la folla (Reuters)

MORTI ALL’UNIVERSITA’ – Il clima di tensione è alle stelle. Le violenze sono iniziate in mattinata: alcuni gruppi pro e anti Morsi si sono affrontati a colpi di arma da fuoco vicino all’università del Cairo dove si stavano radunando i supporter dell’ex presidente egiziano: sei le vittime tra i sostenitori di Morsi. Testimoni hanno accusato i soldati di aver sparato pallini da caccia ad altezza d’uomo, ma l’esercito ha assicurato che i suoi uomini hanno usato solo colpi a salve e lacrimogeni. Un altro morto è segnalato anche nella zona di Luxor, dove, a causa del cambio dell’esecutivo, si sono riaccesi gli scontri tra musulmani e cristiani. I primi hanno dato alle fiamme alcune case della città nell’Egitto del sud. In totale, per il ministero della Salute, le vittime nel Paese sono 10.

Medio Oriente e forze armate

Egitto, scontri tra esercito e sostenitori dell’ex presidente Morsi

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CONDANNA TURCA – Il premier turco Recep Erdogan ha definito «antidemocratica» la deposizione del presidente egiziano Morsi sottolineando che i «colpi di stato sono chiaramente in contrasto con la democrazia». E punta il dito sui Paesi occidentali che «hanno mancato una prova di sincerità» nel non considerare l’intervento dell’esercito egiziano come «un colpo di stato». «Coloro che si affidano alle armi, al potere dei media non possono costruire la democrazia» che nasce solo «dalle urne», ha aggiunto.mier turco Recep Erdogan ha definito «antidemocratica» la deposizione del presidente egiziano Morsi sottolineando che i «colpi di stato sono chiaramente in contrasto con la democrazia». E punta il dito sui Paesi occidentali che «hanno mancato una prova di sincerità» nel non considerare l’intervento dell’esercito egiziano come «un colpo di stato». «Coloro che si affidano alle armi, al potere dei media non possono costruire la democrazia» che nasce solo «dalle urne», ha aggiunto.
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