Datagate, la Bolivia nega agli Usa l’estradizione di Snowden

Bonino: nessuno spionaggio all’ambasciata italiana negli States

Il ministro degli Esteri boliviano, David Choquehuanca, ha annunciato oggi che il suo governo ha respinto una richiesta di estradizione di Edward Snowden, la ‘talpa’ del Datagate, inviata a La Paz dalla giustizia Usa, definendola “strana, illegale, suggestiva e priva di fondamento”.

SNOWDEN: IO COME MANNING,ASILO EVITI PROCESSO INGIUSTO

“Non ci sono le condizioni giuridiche affinché l’Italia possa accogliere la richiesta di asilo” a Snowden. Lo ha dichiarato il ministro degli esteri Emma Bonino. Oltre alle ragioni tecniche, l’asilo a Snowden per l’Italia “non è accoglibile neanche sul piano politico”, ha spiegato il Ministro degli Esteri Emma Bonino.

“Non risultano ai nostri servizi elementi di spionaggio nella nostra ambasciata” negli Usa. Lo ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino, riferendo sulla vicenda Datagate.

Il presidente Barack Obama e la cancelliera Angela Merkel “hanno riaffermato l’importanza di una stretta cooperazione tra i servizi di intelligence” dei loro Paesi “nella lotta al terrorismo” e hanno concordato di tenere incontri ad alto livello tra Usa e Germania nei prossimi giorni “per discutere la questione più nei dettagli”.

Nel corso di un colloquio telefonico, rende noto la Casa bianca, Obama e Merkel hanno inoltre parlato dell’ imminente “avvio del dialogo tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea e i Paesi membri della Ue sulla raccolta e supervisione (di informazioni) di intelligence e questioni relative alla privacy e protezione dei dati”.

MOSCA CRITICA FRANCIA,SPAGNA E PORTOGALLO – Mosca ha duramente criticato oggi Francia, Spagna e Portogallo per aver chiuso lo spazio aereo al volo del presidente boliviano Morales nel sospetto che a bordo ci fosse la “talpa” del Datagate Snowden e ha invitato la comunità internazionale “a rispettare rigorosamente i principi internazionali” e “la sovranità di qualsiasi paese”.

LE MONDE, ANCHE FRANCIA HA SUO ‘SISTEMA PRISM’ – Anche la Francia dispone di un “dispositivo di spionaggio su ampia scala delle telecomunicazioni”, simile al sistema Prism americano, gestito dalla Direzione generale della sicurezza esterna (Dgse). Lo rivela il sito del quotidiano Le Monde.

Secondo Le Monde l’intelligence francese “raccoglie sistematicamente i segnali elettromagnetici emessi da computer e telefoni” nel Paese, e i flussi da e verso l’estero. Il sistema, spiega il giornale, non si occupa tanto del contenuto dei messaggi, ma del ‘contenitore’: i cosiddetti ‘metadati’, che indicano identità e collocazione geografica di mittente e destinatario e altri elementi tecnici. “L’obiettivo é sapere chi parla a chi per ricostituire i legami tra gli obiettivi, identificare delle ‘cellule”, metodo considerato “prezioso per lottare contro il terrorismo”. Tutti i metadati così raccolti sono “compressi e stoccati a Parigi, su tre livelli, nel seminterrato della sede della Dgse, che “dispone di un supercomputer capace di gestire decine di milioni di gigabyte”. Il problema però, dice ancora Le Monde, è che il sistema è “del tutto clandestino”, o meglio “a-legale”, nel senso che la legge francese vieta le intercettazioni del contenuto dei messaggi, ma “non prevede niente sullo stoccaggio sistematico dei dati tecnici da parte dei servizi segreti”. “Da anni siamo nell’autorizzazione virtuale”, spiega al quotidiano una fonte dei servizi francesi, sottolineando come la situazione sia mantenuta perché tutte le agenzie dell’intelligence e della sicurezza nazionale “se ne servono con soddisfazione”.

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