Notizie dal Medio Oriente

Egitto, ‘Non vogliamo bagno di sangue’

Il ministro degli Esteri Fahmi: ‘Agiremo nel rispetto della legge’

Supporters of the Muslim Brotherhood attend a protest in support of ousted Egyptian president Mohamed Morsi

IL CAIRO  – Le forze di sicurezza egiziane per ora non hanno avviato le operazioni per disperdere i sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi dalle piazze al Cairo. Il blitz per lo sgombero, secondo alcune fonti, sarebbe dovuto iniziare all’alba. Fonti della Sicurezza e un funzionario del governo avevano detto che la polizia avrebbe iniziato il blitz contro i sit-in dei Fratelli Musulmani in due zone della citta’.

“E’ ora di farla finita con le occupazioni di Rabaa e Nahda”, le due piazze dei sit-in organizzati dai sostenitori del presidente deposto Mohamed Morsi. E’ lo slogan scandito da oratori anti-Morsi sul palco di piazza Tahrir al Cairo, simbolo della rivolta contro Mubarak e contro Morsi, insolitamente affollata già da ieri in un alternarsi di dimostrazioni di opposto colore.

Prolungata detenzione preventiva Morsi – La giustizia egiziana ha prolungato di 15 giorni la detenzione preventiva per Mohamed Morsi, nell’ambito delle indagini sul ruolo svolto da Hamas nella liberazione dal carcere nel 2011 del presidente ora deposto. La liberazione di Morsi era una delle richiesta dei manifestanti al Cairo e delle diplomazie internazionali.

Ministro esteri, non vogliamo bagno di sangue – Se i dimostranti pro-Morsi “non saranno violenti risolveremo la situazione senza significative vittime”: lo ha detto all’ANSA il ministro degli Esteri egiziano, Nabil Fahmi, confermando così l’intenzione del governo di sgomberare i sit-in ma senza bagni di sangue. “La situazione non è più sostenibile, agiremo nel rispetto della legge”.

La comunita’ internazionale deve avere fiducia nel nuovo governo egiziano, che sapra’ “ripristinate l’ordine e rilanciare l’economia”: lo ha detto in una intervista all’ANSA il ministro degli Esteri egiziano.

Occorre “salvaguardare la sicurezza e proteggere la vita dei cittadini e dei residenti” che abitano nei pressi delle piazze dove si concentrano i pro-Morsi, ha detto Fahmi. La crisi ha un impatto forte all’estero, e su alcuni settori strategici come il turismo: “Molti italiani continuano a venire, dobbiamo accrescere il senso di sicurezza anche in quelle regioni, come il Mar Rosso, dove tutto e’ sotto controllo e le notizie che rimbalzano fanno inutilmente preoccupare”, ha aggiunto il ministro.

Appello pro-Morsi a militari, non attaccate
 – L’Alleanza dei sostenitori del deposto presidente egiziano Mohamed Morsi fa appello a militari e polizia: “Non attaccate i nostri pacifici fratelli”, si legge in un comunicato, mentre cortei sono in corso al Cairo. I manifestanti pro-Morsi hanno inoltre chiesto l’autorizzazione per dimostrare, venerdì, in piazza Tahrir e davanti al palazzo presidenziale.

dell’inviato Claudio Accogli

E’ scaduto l’ultimatum: fonti militari del governo e della sicurezza assicurano che restano poche ore, poi le piazze del Cairo presidiate dai Fratelli musulmani saranno sgomberate. ”Vuole dire usare mezzi militari anche pesanti, e il rischio di un bagno di sangue è chiaro”, è l’allarme lanciato dal ministro degli Esteri, Emma Bonino. ”La situazione è quella di una attesa molto nervosa”, ha sintetizzato la responsabile della Farnesina, fotografando l’atmosfera che si respira soprattutto nella megalopoli.

Come osservato la notte scorse, le misure di sicurezza nella capitale sono state rafforzate, con agenti e militari che presidiano in forze e bene armati le strade di accesso ai simboli della rivolta. Per il blitz contro i dimostranti sarebbero stati mobilitati in migliaia. In segno di sfida dopo il nuovo annuncio sull’imminenza di un’azione di forza, i pro-Morsi hanno manifestato nella capitale, affluendo a Rabaa e Nahda, e andando a ingrossare le fila della crescente moltitudine assiepata negli accampamenti, che continuano a estendersi verso il limite delle barricate in particolare a Rabaa, la più affollata. E proprio a Rabaa la notte scorsa un blackout elettrico di circa un’ora ha scatenato le preoccupazioni dei pro-Morsi pronti a dover subire il più volte annunciato sgombero.

”Siamo in stato di emergenza”, è il messaggio rilanciato nella notte sui social-network. Dopo circa un’ora è tornata l’elettricità, si è trattato solo di un guasto, hanno spiegato le autorità. In questo quadro, la possibilità che si apra una concreta via al dialogo ”è legato a un filo”, ha detto ancora il ministro Bonino: ”La nostra presenza continua, ma per ora non ho motivo di credere che un qualche compromesso sia stato trovato”.

Lontano dalla capitale, nel governatorato di Beni Suef, una disputa banale si è tramutata in scontri violenti tra ultraconservatori musulmani e cristiani copti: almeno 15 feriti il bilancio, l’ingresso di una chiesa dato alle fiamme, così come una decina di case. E’ invece una vera e propria ”guerra al terrorismo” la campagna militare lanciata dall’esercito in Nord Sinai, dove in 48 ore sono stati uccisi almeno 10 ”miliziani integralisti”.

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Iraq: autobomba a Balad, morti e feriti

E’ esplosa vicino ad un caffè nella località a nord di Baghdad

(ANSA) – BAGHDAD, 12 AGO – Otto persone sono morte e altre 25 sono rimaste ferite nell’esplosione di un’autobomba, fatta saltare in aria vicino a un caffè a Balad. Lo hanno riferito fonti mediche e dei servizi di sicurezza della località, abitata prevalentemente da sciiti e situata circa 50 chilometri a nord della capitale Baghdad. In passato la cittadina è stata già teatro di attentati. (ANSA).

Car bomb attack in Kirkuk city

da: http://ansa.it/

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