L’ orribile fenomeno del turismo sessuale nel sud del mondo

Il turismo sessuale è un orribile fenomeno che purtroppo è sempre in aumento: le piccole vittime sarebbero oltre 2 milioni e il cliente più presente parla italiano.Gli orchi le vanno a prendere, trattano il prezzo parlando quasi sempre lingue occidentali e per ben 80.000 volte l’anno, la lingua è quella italiana. Le stuprano uomini che a casa sembrano gente qualunque, gente a posto, spesso con una posizione importante al lavoro.

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Succede questo nel sud del Mondo, in particolare a Santo Domingo, Colombia, Brasile, Kenya e gli italiani sono i primi pedofili. Piccole schiave del sesso per turisti facoltosi a Malindi, Bombasa, Kalifi e Diani. Spesso queste donnine non hanno più di 14 anni e partono dai 5.
Gli italiani sono circa un terzo dei tre milioni di turisti sessuali in tutto il mondo e hanno dai 20 ai 40: depravati per scelta, non perchè sono malati. L’Ecpat sottolinea infatti che il 95% delle persone lo fa per provare un’emozione nuova, in modo occasionale (60%), oppure abituale (35%).

Un grazie a Carla di MamAfrica

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Turismo sessuale, sono 80mila

gli italiani a caccia di minorenni

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Ha dell’incredibile l’ultimo episodio di cronaca che riguarda il turismo sessuale: Un italiano, già arrestato in un centro turistico della Thailandia per aver adescato alcuni minorenni, è riuscito a portare in Italia un bambino thailandese, registrandolo all’ambasciata italiana a Bangkok come suo figlio, concepito con una donna locale.

Nei giorni scorsi l’uomo, un sessantenne di Lecco, è stato farmato dai carabinieri su ordinanza di custodia cautelare da parte degli investigatori del Nucleo investigativo di Milano, nell’ambito di un’indagine sulla pedo-pornografia online e su segnalazione di un altro ragazzo che ha raccontato di avere da lui subito molestie quando era minorenne. Il bambino, portato in Italia all’età di tre anni, oggi ne ha dieci. Anche se al momento non sono state provate violenze su di lui, il piccolo è cresciuto con un uomo, accusato di reati sessuali, che per lo Stato italiano è suo padre. «Se la documentazione rilasciata dall’ambasciata comprova che il bambino è suo figlio, il Tribunale dei Minori non interviene con accertamenti, a meno che, come è avvenuto in questo caso, vi siano atti giuridici sospetti, o segnalazioni, della scuola o dei servizi sociali», commenta Marco Scarpati, presidente di Ecpat Italia, l’associazione che fa capo al network internazionale che lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori Ecpat (End Child Prostitution and Trafficking).

Secondo una stima realizzata da Ecpat Italia, gli italiani negli ultimi anni sono arrivati ai primi posti come numero di turisti a scopo sessuale: un record mostruoso. Circa 80.000 risultano i nostri connazionali che ogni anno si spostano in Repubblica Dominicana, Colombia e Brasile, Est Europa e Sud Est Asiatico per avere sesso con minorenni. In Kenya, in particolare, oggi siamo in assoluto i più presenti: il 18% degli stranieri che «comprano» minorenni locali, secondo l’Unicef. Significa circa 15.000 bambine che vivono tra Malindi, Bombasa, Kalifi e Diani. In genere hanno tra i 12 e i 14 anni.

Ma possono averne anche 9, 7 o 5. «Non dobbiamo credere che il turista del sesso, che poi può essere anche una persona che viaggia per affari, sia per forza un pedofilo», sottolinea Scarpati. «Spesso avviene che persone che nel proprio Paese hanno un comportamento sessuale nella norma, ovvero diretto verso altri adulti, all’estero modificano la loro condotta cercando sesso con minori», denuncia l’avvocato presidente di Ecpat Italia.

da: http://www.unita.it/

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