Egitto: Mubarak ‘presto libero’, nuove accuse Morsi

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Le preghiere funebri hanno abbracciato anche oggi il Cairo al calar della sera: due stragi raccapriccianti, costate la vita nel complesso a oltre 60 persone, hanno tinto di rosso la terra d’Egitto, con il suo padre-padrone Hosni Mubarak che uscirà dal carcere entro due giorni, riacquisterà i gradi e tornerà, almeno per qualche tempo, a essere uno dei protagonisti della vita politica del Paese.

Gatheriing in Giza

Nel Nord del Sinai stamani un gruppo di 11 uomini armati a bordo dei pickup – secondo le prime ricostruzioni ufficiali sull’accaduto – ha attaccato un convoglio di due minibus e costretto i 25 agenti di polizia appena congedati a scendere. Li hanno legati, fatti mettere in fila, poi hanno sparato uccidendoli tutti. I cadaveri degli agenti sono stati trovati poco dopo, in un bagno di sangue sul ciglio della strada.

Il massacro ha fatto scattare la massima allerta, anche oltreconfine, dove gli elicotteri israeliani si sono levati in volo, nel timore di minacce imminenti nell’area, che ospita importanti resort turistici. Il clima si è poi ancora più acceso, con l’assassinio di un ufficiale, ”colpito da un cecchino”.

Sul piatto di una realtà già molto esplosiva è arrivata in giornata la notizia della scarcerazione di Hosni Mubarak. ”Non è stato condannato, sono passati i 18 mesi di carcerazione preventiva, è quindi suo diritto uscire entro le prossime 48 ore”, sottolinea il suo avvocato Farid el Dib. A causa di questo procedimento ancora in corso, Mubarak otterrà una libertà condizionata, forse in un ospedale militare forse direttamente ai domiciliari in casa, ”saranno i giudici a decidere”, spiega il legale.

Intanto un giudice egiziano ha condannato il deposto presidente Mohamed Morsi a 15 giorni di carcere per un nuovo caso di incitamento alla violenza. Secondo la Mena, gli ulteriori 15 giorni di prigione serviranno per indagare su accuse secondo le quali Morsi avrebbe partecipato “ad azioni violente”. Giovedì le autorità giudiziarie egiziane avevano prolungato di 30 giorni il periodo di detenzione per l’ex presidente Morsi in relazione ad un’altra vicenda (evasione).

Fonti giudiziarie al Cairo hanno riferito che deve rispondere da oggi di un nuovo capo d’accusa per “complicità in omicidio e turtura” dei manifestanti che erano scesi in piazza davanti al palazzo presidenziale alla fine del 2012.

La diplomazia frattanto e’ sempre al lavoro: mercoledi’ i ministri degli esteri della Ue si riuniranno per ridefinire le relazioni dell’Europa con l’Egitto. Tra le ipotesi di pressione, la riduzione degli aiuti e l’embargo della fornitura di armi. Il Dipartimento di Stato Usa ha assicurato che non tagliera’ i suoi aiuti, ma ha ribadito un fermo no allo scioglimento dei Fratelli musulmani. Riad ha invece confermato l’offerta di aiuto al Cairo, dicendosi pronta a rimpiazzare i tagli dell’Occidente.

da: http://www.ansa.it/

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