Siria: indagine Onu su 3 attacchi gas dopo 21 agosto

No uso forza in bozza risoluzione Onu. Raggiunto

accordo tra i ‘5 grandi’, sabato notte il voto

Gli ispettori delle Nazioni Unite in Siria indagheranno su sette episodi di attacchi con armi chimiche, di cui tre sarebbero stati perpetrati dopo il 21 agosto, ovvero dopo la strage di Ghouta. Lo riferisce un comunicato delle Nazioni Unite da Damasco.

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Un eventuale attacco alla Siria non sara’ ‘automatico’, servira’ una nuova risoluzione dell’Onu. E non e’ comunque citato l’uso della forza. Sono alcuni dei passaggi della risoluzione dell’Onu contro le armi chimiche che dovrebbe essere votata nella notte di sabato prossimo.

In giornata i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu ”hanno trovato un accordo su una bozza di risoluzione vincolante” per la Siria, confermava l’ambasciatore britannico, Mark Lyall Grant. Il testo viene poi presentato ai Quindici.

Forse già martedì avvio ispezioni  – Le ispezioni in Siria degli esperti internazionali in armi chimiche dovrebbero cominciare la prossima settimana, forse già da martedì. E’ quanto emerge da indiscrezioni sulla bozza di un documento messo a punto dall’Opac, l’organizzazione per la proibizione delle armi chimiche che ha sede in Olanda.

Bozza risoluzione non attribuisce colpe – La bozza di risoluzione concordata dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza non attribuisce a nessuna delle parti del conflitto siriano la responsabilita’ dell’attacco ad al Goutha lo scorso 21 agosto, ma esprime la “forte convinzione” che chi ha usato armi chimiche in Siria debba finire davanti alla giustizia. Per venire incontro alle obiezioni della Russia il documento non e’ stato posto sotto l’ombrello del Capitolo Sette della Carta dell’Onu che prevede l’automatismo di misure punitive (e in uno dei suoi articoli anche l’uso della forza) in caso di inadempienza. Prima che il Consiglio proceda al voto, l’Opac dovra’ determinare le procedure per la distruzione delle armi chimiche in Siria. Il voto dell’organizzazione dell’Aja, i cui ispettori sono da ieri di nuovo in Siria, potrebbe essere domenica, con quello dei Quindici a seguire, hanno indicato fonti diplomatiche all’Onu. La bozza, sponsorizzata da Stati Uniti e Russia, e’ modellata lungo le linee dell’accordo di Ginevra tra il segretario di Stato John Kerry e il collega russo Serghiei Lavrov. Accordo che impegna la Siria a eliminare i suoi arsenali chimici entro il 2014. In caso di inadempienza da parte siriana il Consiglio di Sicurezza tornerebbe a convocarsi, in quel caso sotto l’ombrello del Capitolo Sette, per imporre a Damasco misure punitive che non vengono peraltro specificate. Secondo fonti diplomatiche ci sono ancora alcuni punti da definire nel testo: riguardano in particolare le modalita’ della distruzione degli arsenali. Questo anche perche’ i Quindici aspettano la decisione dell’Aja. “La bozza di risoluzione della Siria stabilisce che l’uso di armi chimiche e’ una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale e crea una nuova norma contro l’uso di gas letali”, ha detto l’ambasciatrice Usa all’Onu Samantha Power. Soddisfatto il Dipartimento di Stato americano, che ha dato il benvenuto all’accordo arrivato al termine di un negoziato intenso e difficile. “Solo due settimane fa chi avrebbe detto che ci saremmo riusciti?”, ha commentato o un alto funzionario Usa protetto dall’anonimato. da: http://www.ansa.it

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