Lampedusa oggi

Lampedusa, i morti recuperati sono 111

sospese per il mare le ricerche dei dispersi

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I cadaveri allineati nell’hangar di Lampedusa (ansa)

Sommozzatori al lavoro per riportare in superficie le decine di corpi incastrati nel relitto, affondato a 47 metri di profondità. Oggi sull’isola la presidente della Camera. Alfano: “Spero che la divina provvidenza abbia voluto questa tragedia per far aprire gli occhi all’Europa”, polemico il governatore siciliano Rosario Crocetta: “Inutile chiedere l’aiuto dell’Europa, l’Italia deve cambiare la sua legge infame sull’immigrazione”. Degna sepoltura alle vittime del naufragio: la petizione di Change.org

LAMPEDUSA – Sono riprese all’alba e sono state interrotte per le condizioni del mare le ricerche dei dispersi del tragico sbarco di ieri a Lampedusa. Mezzi e squadre di sommozzatori sono al lavoro nel punto in cui il barcone è naufragato, a mezzo miglio dall’Isola dei conigli. Un centinaio i morti che dovrebbero trovarsi sotto lo scafo. Si ridimensiona momentaneamente il bilancio delle vittime recuperate, non 127 come riferito ieri dalla polizia, ma 111, spiega la guardia costiera, tra cui 4 bambini e 49 donne. Oggi, nel giorno del lutto nazionale, attesa nel pomeriggio il presidente della Camera Laura Boldrini.

Change.org lancia la petizione per chiedere ai sindaci italiani di dare “degna sepoltura” alle vittime del naufragio dell’isola dei Conigli.  Tra i promotori, il poeta ed editore Arnoldo Mosca Mondadori e Pietro Veronese, giornalista di Repubblica, che hanno fatto proprio il drammatico appello di Giusi Nicolini, Sindaco di Lampedusa: “non sappiamo più dove mettere i morti e i vivi”.

Le immersioni dei sommozzatori sono state interrotte perché le condizioni del mare non permettono al momento di proseguire con le ricerche. Le motovedette con i sommozzatori a bordo restano comunque nella zona del naufragio affinché, non appena le condizioni lo permetteranno, si possano riprendere le immersioni. Il relitto si trova a 47 metri, al limite della capacità operativa dei sommozzatori, che a quella profondità possono restare immersi solo pochi minuti senza rischiare l’intossicazione da azoto.

La tragedia inimmaginabile fino a pochi secondi prima ieri è divampata in un lampo, come il fuoco che ha avvolto subito il ponte del barcone da dove centinaia di somali ed eritrei guardavano la costa vicinissima dell’isola, immaginando già di toccare terra. I migranti volevano segnalare la propria posizione incendiando una coperta ma le fiamme si sono propagate subito sul ponte dove c’erano almeno 300, forse 500 persone. Ed è stato subito l’inferno che ha scatenato la più grande tragedia dell’immigrazione, almeno per numero di vittime recuperate (LEGGI / I precedenti). Le persone salvate sono 155, tra cui sei donne e due bambini. Due donne incinte sono state trasportate a Palermo. Tre migranti, invece, sono stati ricoverati al poliambulatorio di Lampedusa. “Viene la parola vergogna: è una vergogna! Uniamo i nostri sforzi perché non si ripetano simili tragedie”, ha detto papa Francesco. Per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ”Bisogna reagire e agire. Non ci sono termini abbastanza forti per indicare anche il nostro sentimento di fronte a questa tragedia”. Gli investigatori hanno già fermato uno dei presunti responsabili di questa tragedia, un tunisino di 35 anni indicato come lo scafista del barcone della morte, che deve rispondere di omicidio plurimo e favoreggiamento.

L’inferno sull’acqua si è scatenato verso le 5 del mattino dopo che due barconi con oltre 460 persone erano stati soccorsi e portati a riva dalla guardia costiera. Nessuno si aspettava che il convoglio della disperazione avesse un’altra unità giunta nel frattempo sotto costa. Quando le fiamme si sono propagate sul barcone i migranti presi dal panico si sono gettati in acqua, alcuni sono annegati subito, altri sono riusciti a rimanere a galla fino all’arrivo dei soccorsi: prima un natante con otto italiani che avevano dormito nella cala Tabaccara, poco dopo le vedette della guardia costiera e altri pescherecci.

 somali e gli eritrei sopravvissuti al naufragio sono stati portati nel centro di accoglienza. Dice Giuseppe Noto, direttore sanitario dell’Asp di Palermo: “Il viaggio era andato bene. I migranti stavano bene abbiamo trovato qualcuno disidratato e qualche altro infreddolito, ma stavano bene. E’ stata una tragedia nella tragedia, questa carneficina è avvenuta quando ormai il viaggio era concluso”. I cadaveri, via via che venivano recuperati, sono stati deposti sul molo Favaloro, ormai diventato una camera mortuaria a cielo aperto per le vittime dei viaggi della speranza, e inseriti nei sacchi di plastica con cerniera, verdi e blu, forniti dalla direzione dell’aeroporto.

Nel frattempo Lampedusa è strapiena, i lidi hanno tutti gli ombrelloni aperti, gli alberghi non hanno camere libere, e i bagnanti si godono lo scampolo vacanziero forse senza sapere cosa avviene a pochi metri da loro. Dal pontile una staffetta di ambulanze con la sirena accesa precedute dalle gazzelle dei carabinieri ha portato i corpi nell’enorme hangar dell’aeroporto che normalmente ospita gli elicotteri della Finanza e del 118. Sono stati portati lì anche due bimbi, un maschio e una femmina, di tre e due anni: molti operatori, militari, uomini delle forze dell’ordine non hanno potuto trattenere le lacrime guardando quei corpicini senza vita. L’hangar della morte è un capannone di 40 metri per 40 alla fine della pista dell’aeroporto: lì sono state deposte le 111 vittime finora recuperate.

FOTO / Rosario Crocetta nell’hangar dell’orrore

Sopra ogni sacco è spillato un numero che servirà alla polizia scientifica per dare un nome ai migranti deceduti. I poliziotti hanno fotografato i volti di tutte le persone morte. I sacchi sono disposti a file doppie e seguono il perimetro dell’hangar dove sono stati accesi i climatizzatori e le pompe per l’aerazione per tentare di mantenere più bassa possibile la temperatura. Chi entra ed esce da questo luogo parla di ”sensazione indescrivibile”. “Dolore e rabbia – aggiunge un testimone – sono le reazioni che si mischiano vedendo questi corpi a pancia all’aria deposti nei sacchi”.

Entrando nell’hangar, a sinistra, i primi cadaveri coperti sono quelli dei quattro bambini, anche loro sono chiusi nei grandi sudari di plastica. Dall’hangar, per rendere omaggio alle vittime, ha cominciato la sua visita a Lampedusa il vicepremier Angelino Alfano, accompagnato dal capo della polizia Alessandro Pansa, e poi raggiunto anche dal presidente della Regione Rosario Crocetta. Poi il ministro dell’Interno è andato a trovare i sanitari che prestano soccorso ai migranti e a constatare le condizioni dei tre somali ricoverati. “Ho visto i corpi – ha detto Alfano – una scena raccapricciante, che offende l’Occidente e l’Europa. Spero che la divina provvidenza abbia voluto questa tragedia per far aprire gli occhi all’Europa” (GUARDA IL VIDEO).

Dal governatore siciliano un appello al Parlamento per cambiare le norme sull’immigrzione:  ”Dalla Sicilia deve partire una battaglia contro una legge

sull’immigrazione infame che porta a morire migliaia di persone, che ha trasformato il Mediterraneo in un mare di morte. Questo è un Paese che ha fatto scelte sbagliate – ha aggiunto Crocetta – che offende una ministra nera per le sue posizioni. Occorre cambiare con decisione, non solo chiedere l’impegno dell’Europa. Rispondere a una pressante richiesta d’aiuto che ho visto gridare anche a una donna morta con le mani alzate, che sembrava urlare la sua disperazione”. da: http://palermo.repubblica.it/

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