Amnesty: l’orrore in campi lavoro in Corea Nord

Rapporto: detenuti uccisi a martellate, immagini satellitari

New satellite images show scale of North Koreas repressive prison camps

Sono state diffuse oggi da Amnesty international immagini satellitari dei campi prigionieri nella Corea del Nord. Le immagini mostrano fino a che punto questi complessi detentivi stiano crescendo. In particolare i campi di lavoro noti come Kwanliso 15 e 16 che si stanno espandendo con caseggiati, impianti produttivi e di sicurezza.

Nel suo rapporto Amnesty riporta anche la testimonianza di un ex ufficiale della sicurezza, indicato come Mr Lee, che non ha mai parlato pubblicamente prima.

Lee descrive l’orrore: detenuti “costretti a scavarsi fossa e poi uccisi con un colpo di martello dietro il collo”, detenute costrette a subire stupri e poi scomparse. I prigionieri, bambini compresi, vivono in condizioni orrende e subiscono torture ed esecuzioni.

Amnesty chiede al governo della Corea del Nord di chiudere i due campi. da: http://www.ansa.it/

Corea del Nord: nuove immagini satellitari mostrano

sovrapposizione tra campi di prigionia e villaggi.

Amnesty International chiede commissione

d’inchiesta Onu

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L’analisi di nuove immagini satellitari mostra che il governo della Corea del Nord sta annullando la differenza tra i campi di prigionia politica e la popolazione circostante. Alla luce di questo sviluppo, Amnesty International ha rinnovato la richiesta alle Nazioni Unite di istituire una commissione indipendente d’inchiesta sulle gravi, sistematiche e diffuse violazioni dei diritti umani, compresi crimini contro l’umanità, in corso nel paese.

Di fronte alle notizie sulla possibile costruzione di un nuovo Kwanliso (campo di prigionia politica), adiacente al campo n. 14 di Kaechon, nella provincia di Pyongan Sud, il programma Scienza per i diritti umani di Amnesty International Usa aveva chiesto alla società DigitalGlobe di fornire immagini satellitari e un’analisi di queste ultime.

L’analisi delle immagini ha rivelato che, dal 2006 al febbraio 2013, la Corea del Nord ha costruito 20 chilometri di perimetro intorno alla valle di Ch’oma-bong (70 chilometri a nord-nordest della capitale Pyongyang) e ai suoi abitanti, con nuovi punti d’accesso controllati e possibili torri di guardia. Gli analisti hanno anche individuato la costruzione di nuovi edifici che potrebbero essere dormitori per operai, forse collegati all’espansione dell’attività mineraria nella regione.

Questo sviluppo punta a rafforzare i controlli sul movimento della popolazione che vive nei pressi del campo n. 14, annullando in questo modo la distinzione tra i detenuti del campo di prigionia e gli abitanti della valle. Amnesty International è preoccupata per le condizioni di vita della popolazione residente all’interno del nuovo perimetro e per le future intenzioni del governo nord-coreano.

“Ci aspettavamo di trovare un nuovo campo o un campo ingrandito. Quello che abbiamo scoperto è persino peggio” – ha dichiarato Frank Jannuzi, vicedirettore generale di Amnesty International Usa. “La creazione di un perimetro di sicurezza con punti d’accesso controllati e torri di guardia oltre i limiti ufficiali del campo n. 14, annulla la distinzione tra le oltre 100.000 persone sottoposte al sistema del Kwanliso e la popolazione locale”.

Centinaia di migliaia di persone, compresi bambini, sono detenute nei campi di prigionia politica e in altri centri di detenzione della Corea del Nord, sottoposte a violazioni dei diritti umani, come l’obbligo di svolgere lavori pesanti, il diniego del cibo come forma di punizione, la tortura e altri trattamenti crudeli, disumani o degradanti. Molte di esse non hanno commesso alcun reato, essendo unicamente legate a persone ritenute infedeli al regime e dunque sottoposte a una sorta di punizione collettiva.

“Le misure di sicurezza e di controllo nella zona adiacente al campo n. 14 mostrano fino a che punto la repressione e le restrizioni alla libertà di movimento siano diventate un fatto comune” – ha dichiarato Rajiv Narayan, ricercatore di Amnesty International sulla Corea del Nord. “Queste ultime immagini rendono ancora più impellente la richiesta di istituire una commissione d’inchiesta dotata di pieni poteri per indagare sulle gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani che continuano a verificarsi sotto la leadership di Kim Jong Un”.

Amnesty International chiede che osservatori sui diritti umani abbiano illimitato accesso sia nella valle di Ch’oma-bong  che nel campo n. 14 e che le autorità nordcoreane riconoscano ufficialmente l’esistenza di strutture quali il campo n. 15 di Yodok e il campo n. 14 di Kaechon.

Nel 2011, Amnesty International aveva diffuso un’analisi di immagini satellitari che mostrava l’espansione del famigerato campo di prigionia politica di Yodok, nel quale si ritiene siano detenute 50.000 persone, bambini e donne compresi. Secondo ex detenuti, a Yodok i prigionieri sono costretti a lavorare in condizioni equiparabili alla schiavitù e sono spesso sottoposti a torture e maltrattamenti. Nonostante queste prove schiaccianti, il governo della Corea del Nord continua a negare l’esistenza del campo.

Amnesty International ha ribadito agli stati membri dell’Onu la necessità di adottare una risoluzione, alla 22ma sessione del Consiglio Onu dei diritti umani, che istituisca una commissione indipendente d’inchiesta sulla drammatica condizione complessiva dei diritti umani in Corea del Nord, descritta dalle Nazioni Unite come “una categoria a parte”, sia nei campi di prigionia politica che altrove.

Ulteriori informazioni e materiali a disposizione

Il programma Scienza per i diritti umani, che si trova all’interno dell’Unità di prevenzione e di risposta alle crisi di Amnesty International Usa, si basa su tecnologie nuove o non tradizionali per documentare le violazioni dei diritti umani. Da oltre cinque anni, il programma utilizza immagini satellitari e analisi per fare luce sulle violazioni dei diritti umani nei conflitti armati, all’interno di regimi chiusi e altrove in tutto il mondo.

Per approfondimenti e interviste:

Amnesty International Italia – Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

da: http://www.amnesty.it/

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