Ultimatum di Mosca, Ucraina è guerra civile, oltre cento i morti. Sanzioni dall’Ue. Effetti finanziari di questa guerra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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WASHINGTON – La Crimea è ormai quasi completamente in mano dell’esercito russo, che l’ha occupata rapidamente e senza sparare un colpo. Poche le sacche di resistenza delle forze ucraine a cui la flotta russa del Mar Nero, che presidia il porto di Sebastopoli, ha dato un ultimatum: “Arrendetevi entro le 4 di domani mattina”. Annuncio poi rettificato dal comando flotta russa del Mar Nero che ha precisato di non avere piani di attacco alle unità militari ucraine in Crimea. In precedenza l’ultimatum era stato confermato dal ministro della Difesa della repubblica autonoma.

Ma le tensioni si allargano anche ad altre zone dell’Ucraina: il governo di Kiev continua a denunciare violazioni dello spazio aereo e l’arrivo “massiccio ” di truppe russe, ormai dispiegate intorno a punti militarmente rilevanti. L’ultima conquista russa è lo scalo portuale di Kerch, da dove partono i traghetti per la Russia. Gruppi filo-russi hanno occupato oggi l’amministrazione regionale di Donetsk, nella parte orientale dell’Ucraina, dove la maggioranza della popolazione è russofona. Il ‘governatore’ filorusso ha annunciato di aver “preso il potere”, mentre il parlamento regionale di Donetsk ha annunciato di voler convocare un referendum sullo status della regione, come ha fatto la repubblica autonoma di Crimea.

Anche sul palazzo del Consiglio regionale di Odessa ora sventola la bandiera russa. Circa 700 manifestanti pro-Mosca hanno fatto irruzione nell’edificio mentre era in corso una riunione di emergenza sulla situazione in Ucraina.

Raggiunto il risultato sul campo, il presidente russo Vladimir Putin apre da una posizione di forza a una possibile mediazione Osce, che potrebbe prendere molto tempo. Ma il premier ucraino, Arseny Yatseniuk, non arretra: “Nessuno cederà la Crimea”. E mentre gli Stati Uniti cercano di isolare la Russia da un punto di vista diplomatico, il premier italiano, Matteo Renzi, invita a non lasciare nulla di intentato per arrivare al dialogo. Posizione moderata che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avalla: sulla crisi ucraina “mi pare che il governo italiano abbia assunto una posizione attenta a tutti gli aspetti e ai rischi della situazione”.

G7: “Stop a lavori per G8 Sochi”. La Casa Bianca ha diffuso nella notte una nota del G7, il gruppo dei paesi più industrializzati diventati G8 con l’ingresso della Russia, in cui si condanna l’azione di Mosca e si annuncia la sospensione dei lavori preparatori del G8 previsto a giugno a Sochi, la località russa distante poche decine di chilometri dalla Crimea dove si sono svolti i Giochi olimpici invernali.

“Noi, i leader di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Usa, e il presidente del Consiglio Ue e il presidente della Commissione Ie, ci uniamo oggi per condannare la chiara violazione della Russia della sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina”, si legge nella nota. Obama si era già direttamente confrontato con Putin in una telefonata-fiume di 90 minuti.

Successivamente anche il segretario di Stato Usa John Kerry aveva minacciato l’uscita della Russia dal G8. A questa possibilità ha risposto il Cremlino, definendo inaccettabili le minacce di Kerry.

La mediazione Osce. Gli Stati Uniti hanno annunciato la richiesta di un invio “immediato” in Ucraina di osservatori dell’Osce, l’Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa. La missione dovrà avere l’obiettivo di “garantire la tutela delle minoranze” e “la vigilanza sul rispetto dell’integrità territoriale”. Nel pomeriggio di ieri era emersa una posizione maggiormente disponibile alla mediazione da parte di Germania e Italia, rispetto alla linea più rigida di Usa, Regno Unito e Canada. La cancelliera tedesca ieri ha parlato al telefono con il presidente russo, ma le due capitali hanno dato versioni diverse della conversazione. Merkel ha anche avuto un colloquio telefonico con Barack Obama, durante il quale la cancelliera tedesca, irritata, ha detto al presidente degli Stati Uniti che, dopo avere parlato con il presidente russo Vladimir Putin, non è più sicura che lui “abbia ancora contatto con la realtà. È in un altro mondo”, ha detto Merkel secondo le fonti.

Da Berlino poi si è ribadito che la Merkel ha accusato senza mezzi termini il presidente Putin di aver violato il diritto internazionale con “l’inaccettabile intervento russo” in Crimea e ha ottenuto che Putin approvasse la proposta di un “gruppo di contatto” che accerti i fatti e avvii il dialogo sotto l’egida dell’Osce, che però ha scarsi strumenti di intervento diretto. Anche il governo italiano “si associa alle pressanti richieste della comunità internazionale affinché sia rispettata la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina” (leggi articolo di Vincenzo Nigro). da: http://www.repubblica.it/esteri/

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KIEV – Ormai è guerra civile. E’ durata solo poche ore a Kiev la tregua annunciata dal presidente Viktor Yanukovich: a piazza Maidan, al centro della protesta filo-europea e anti-governativa, sono ripresi gli scontri tra agenti e frange radicali dei manifestanti. I morti sono oltre cento, secondo l’opposizione, e 500 i feriti. Il bilancio ufficiale del governo è di 75 vittime. 162707884-b346cc49-2bf7-4b3f-b8c1-14c8d2d33a9eLa polizia ha invitato i residenti a Kiev a non uscire di casa. Mentre il clima si fa sempre piùdrammatico, sono arrivate le sanzioni dell’Unione europea, annunciate da Bruxelles dal ministro degli Esteri, Emma Bonino. La Ue procederà con il blocco della concessione dei visti ed il congelamento dei beni dei responsabili delle violenze, mentre ci sarà “un’apertura per quanto riguarda i visti per i feriti, la società civile e per i dissidenti”. I dettagli verranno definiti dai gruppi di lavoro del Consiglio Ue a partire da domani. Anche la Casa Bianca ha chiesto a Yanukovich di “ritirare immediatamente” le forze di sicurezza dal centro di Kiev e il vice presidente Usa Joe Biden ha chiamato il presidente ucraino per dirgli che sono pronte le sanzioni. In una dichiarazione congiunta, il presidente Barack Obama, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente russo  Vladimir Putin chiedono “una soluzione politica alla crisi ucraina”.

In serata il leader dell’opposizione, il pugile Vitaly Klitschko, ha detto che non è stato ancora trovato un accordo. Klitschko chiede al presidente di indire elezioni parlamentari anticipate. Il governo ha invitato i ribelli a consegnare “volontariamente le armi” e i leader dell’opposizione a “non sostenere le azioni dei radicali”, mentre il ministro ad acta dell’Interno, Vitaly Zakharchenko, non ha indicato orari o limiti di tempo precisi, ma ha lasciato intendere chiaramente che le forze dell’ordine hanno ricevuto incarico di applicare la linea dura con gli oppositori armati. Secondo Yulia Tymoshenko, leader dell’opposizione che si trova in carcere, il presidente ucraino deve essere processato per “strage” e nessun negoziato dovrebbe essere più condotto con lui. Un segnale di distensione è arrivato nella notte, quando il Parlamento ucraino ha condannato l’uso della forza contro i manifestanti e ha proibito le “operazioni antiterrorismo” annunciate dai servizi segreti (Sbu). Si sono  pronunciati in questo senso 236 deputati su 450 (238 i presenti).

Nuove vittime. Nelle ultime ore altre vittime si aggiungono al bilancio già pesante di 28 morti e 287 feriti registrato fino a ieri. Le cifre si rincorrono, ma secondo quanto ha detto il coordinatore dell’assistenza medica dei manifestanti, Oleh Musiy, i morti sono 70 e i feriti circa 500. Mentre la Cnn parla di un centinaio di morti fra i manifestanti. Cifre, però, ridimensionate dal ministero della Sanità, secondo il quale da martedì sono rimaste uccise 75, 47 solo oggi, mentre i feriti sono 571.

Gli scontri. Oggi, nella centrale piazza Indipendenza, un centinaio di uomini armati ha attaccato le barricate della polizia. Gli oppositori hanno conquistato il controllo di quasi tutta la piazza, teatro degli scontri che hanno fatto almeno 28 morti e 287 feriti in una settimana. Gli agenti hanno sparato proiettili di gomma per respingere l’attacco, portato a termine con sassi e bottiglie molotov. La polizia ucraina ha ammesso di aver utilizzato armi da fuoco contro i manifestanti per “legittima difesa”.

Infermiera colpita su Twitter: “Muoio”. 
Al centro dell’attenzione dei media, il messaggio di un’infermiera ucraina ventunenne, colpita alla gola, che ha scritto su Twitter “Muoio”. Olesya Zhukovskaya era in piazza per protestare contro il governo di Kiev. E’ sopravvissuta. La foto che la ritrae mentre tiene una mano sulla ferita e nell’altra stringe il telefonino, mentre viene soccorsa e la sua giacca bianca si ricopre di sangue, ha fatto il giro della rete.


Assaltato pullman con decine di agenti.
 Un pullman con a bordo una sessantina di agenti del ministero dell’Interno, per lo più ragazzi di 18-20 anni, è stato preso d’assalto da centinaia di manifestanti nel centro di Kiev, in via Khmelnitski. Tra la folla c’era chi voleva picchiare gli agenti e farli prigionieri e chi voleva lasciarli andare per via della loro giovane età. Due insorti minacciavano con delle asce i giovani dentro il pullman, alcuni dei quali erano in lacrime. Alla fine, in difesa dei poliziotti sono intervenuti il miliardario e deputato dell’opposizione Petro Poroshenko, la cantante Ruslana e due preti. I giovani sono stati lasciati scendere dal bus e sono stati scortati da una catena umana di manifestanti per un paio di chilometri, fino a un altro pullman del ministero dell’Interno sul quale sono potuti andar via.

Per motivi di sicurezza è stata ordinata l’evacuazione delle sedi del Parlamento e del governo. Deputati e impiegati hanno lasciato il palazzo della Verkhovna Rada. Per protestare contro le violenze il sindaco di Kiev, Volodymir Makeienko  ha abbandonato il Partito delle regioni del presidente Yanukovich. Mentre la polizia della Transcarpazia, regione sud-occidentale dell’Ucraina, è passata dalla parte dei manifestanti.

Crimea pronta a secessione. La Crimea è pronta a lasciare l’Ucraina se il Paese dovesse frantumarsi. La Crimea, dono di Krushev a Kiev nel 1954, dopo 171 anni di dominio di Mosca, è la tradizionale roccaforte della popolazione russa dell’Ucraina (l’unica regione in cui gli ucraini russi sono la maggioranza, il 60% dei circa due milioni di abitanti) oltre che base della flotta del Mar Nero russa, a Sebastopoli, con accordi di affitto rinnovati per 25 anni subito dopo il ritorno di Viktor Yanukovich al potere nel 2010.

VIDEO / Spari in strada: manifestante si accascia 

Ministri europei restano a Kiev.  I tre ministri degli esteri della Ue che si trovano in queste ore a Kiev stanno elaborando un documento in base al quale in Ucraina entro dieci giorni potrebbe nascere un governo di unità nazionale. Lo ha rivelato stasera in serata a Varsavia il premier polacco Donald Tusk. Secondo Tusk si parla anche di elezioni anticipate, sia presidenziali sia politiche. I ministri degli esteri presenti a Kiev sono Radoslaw Sikorski per la Polonia, Laurent Fabius per Francia e Walter Steinmeier per la Germania.

“La priorità immediata e urgente è evitare ulteriore spargimento di sangue e salvare vite umane” durante le proteste in Ucraina, sostiene il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, in un post su Twitter in cui dice di aver discusso della situazione ucraina con il premier ceco Bohuslav Sobotka, in visita a Bruxelles.

Via dalle Olimpiadi, ma solo chi ha gareggiato. Non tutti gli atleti ucraini lasceranno le Olimpiadi, ma solo chi non ha più gare in programma. Contrariamente a quanto era stato detto in precedenza, gli atleti ucraini che devono ancora gareggiare resteranno a Sochi mentre quelli che hanno già partecipato tornano secondo il calendario prestabilito.

Monito di Mosca: “Non cancelliamo prestito, ma no a governo ‘zerbino'”.La Russia ha fatto sapere che non intende sospendere gli aiuti economici e la cooperazione con l’Ucraina, ma “perché questo avvenga in Ucraina ci devono essere autorità legittime e in grado di agire, non autorità su cui qualcuno possa pulirsi i piedi”, ha dichiarato il premier russo Dmitri Medvedev, lanciando un avvertimento a Ue e Usa. Mosca è contraria a questa soluzione e lascia chiaramente intendere che la linea di credito da 15 miliardi concordata con il presidente Yanukovich potrebbe essere chiusa. da: http://www.repubblica.it/esteri/

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Venti di guerra in Ucraina: effetti sui mercati finanziari e rischio default di Kiev

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: La situazione del paese, e sopratutto della Crimea, si fa sempre più complessa. Una guerra civile che poi ha interessato la Russia, diventato paese invasore.
Oltre ad un evidente problematica all’interno dell’Ucraina stessa, possiamo ipotizzare una nuova guerra fredda all’orizzonte?

La situazione si fa sempre più ingarbugliata. Non ci si ferma alla sola area dell’Ucraina.
 (l’Ucraina è arrivata alla guerra civile anche per la volontà di alcune fazioni di entrare nell’UE e fuggire dall’area Russa) , ovviamente Nato, Onu e quindi USA sono interessate da quanto accade a Kiev.

Cosa aspettarci ora, beh, non lo sappiamo.

Intanto bisogna capire che cosa ci fanno i russi in Ucraina. Se il loro intervento è solo “dimostrativo” per far capire “chi comanda, ci potrebbe essere una soluzione più soft, non totalmente bellica ma con un imprinting più diplomatico. Ovvio, io spero per questa soluzione che potrebbe anche portare ad una secessione (dopo lunga guerra diplomatica e non solo) delle aree più filo europee.

Oppure se i russi, oltre che far figura, passano anche all’azione, tentando di rimettere al potere l’amico Yanukovych, allora si aprono rischi ben maggiori. Una nuova Jugoslavia. Una spaccatura diplomatica planetaria. I blocchi sarebbero ovviamente USA ed Europa da una parte, Russia e Cina dall’altra. Con tutti gli interessi che ne derivano per il grande business che è quello del gas (l’Ucraina è il grande hub per l’Europa).

Dal sito reddit.com

Ovviamente, passando ad un discorso più squallidamente finanziario (…ammettiamolo…), cerchiamo di capire COSA potrebbe accadere.

Tanto per cominciare, l’Ucraina potrebbe fallire?

Negli ultimi giorni, il rischio del fallimento ucraino si è quantomeno limitato, grazie all’intervento dell’Unione Europea che si è detta pronta a fornire sostegno finanziario al Paese. Da fonti internazionali (FMI), risulta che riserve valutarie di Kiev, nel 2014, ammontano a 17,5 miliardi di dollari contro un debito estero pari a circa 7 miliardi.

Quindi all’apparenza un sistema abbastanza solido. Certo che quando c’è la guerra tutto deve essere rivisto. Ma se facciamo una fredda analisi dei numeri, l’Ucraina NON è a rischio di imminente default.
Senza poi dimenticare il rischo di svalutazione della Hrivnadell’Ucraina (UAH, la moneta locale) che potrebbe mandare in tilt il sistema economico.

Ma, Ucraina a parte, occorre valutare tutti gli effetti sui mercati limitrofi (pensate alle valute ed alle borse dell’Est Europa) e il coinvolgimento emotivo globale che potrebbe tranquillamente minare quel clima di imperturbabile positività (sentiment) che continua a far correre le borse ed i mercati obbligazionari periferici.

Inutile dirlo che, in via precauzionale, meglio giocare la carta della prudenza e rimandare i “raid speculativi” rialzisti, anche se sappiamo quanto contano le banche centrali e il loro operato. Ma la paura di una guerra totale non può essere ignorata, soprattutto se la diplomazia non riuscirà a portare a termine una mediazione che, ormai, sembra impensabile vista l’invasione russa a difesa di un’oligarchia che…lascio commentare a questo grafico.

Forse ora vi è un po’ più chiara la situazione di sopruso e sfruttamento presente in Ucraina. Permettetemi, i mercati, sono veramente l’ultimo dei problemi in questo frangente.

PS: un’ultima curiosità. Guardate l’esposizione delle banche italiane sul paese ucraino. Chissà perchè il mio pensiero va subito a Unicredit.

da: http://intermarketandmore.finanza.com/

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